Ciro Grillo, la mamma della 19enne ora accusa l'amica: «Non aiutò mia figlia, voleva tacere lo stupro»

Martedì 4 Maggio 2021
Ciro Grillo, la mamma della 19enne ora accusa l'amica: «Non aiutò mia figlia, voleva tacere lo stupro»

Ciro Grillo, dopo la pubblicazione di ieri della denuncia per stupro da parte di S.J., la ragazza italo-norvegese di 19 anni che sarebbe stata violentata nella villa di Beppe Grillo durante una vacanza in Sardegna nell'estate 2019, oggi spunta anche il verbale della madre. Così come raccontato ai carabinieri dalla presunta vitima, anche la mamma se la prende con la sua amica, che per la 19enne avrebbe «fatto spallucce» quando la giovane le disse che quella notte era stata vittima di abusi sessuali.

 

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Nel verbale, pubblicato oggi dal quotidiano La Verità, la madre dice che «S. era andata piangendo dall'amica, che ancora dormiva e le aveva chiesto di andare via perché nel frattempo era stata violentata. L'amica confusa aveva alzato le spalle senza dire nulla e si era rimessa a dormire. R. è stata spesso a casa nostra e anche S. è stata sovente sua ospite, per quello che so non aveva un rapporto trasparente con la madre, ha un carattere molto forte, dominante anche su mia figlia che è una persona più genuina». Il pomeriggio del 17 R. e S. lasciano la casa dei presunti abusi e tornano al b&b. «S. mi ha detto che ha comprato la pillola del giorno dopo in farmacia, non so dire se con R., e mi ha detto che stava male e che avvertiva dolori fisici alle parti intime, alla testa, alla bocca e alle gambe. Stava molto male».

 

 

Nei giorni seguenti la mamma si rende conto «che qualcosa non andava, perché S. era sempre stanca e nervosa, un po' irascibile». «Siamo in confidenza con i titolari del b&b e chiediamo sempre loro di informarci su tutto, per esempio se le nostre figlie erano in compagnia di qualcuno - racconta ancora la donna ai carabinieri - e conoscevamo anche il gruppo di kite che frequentava mia figlia. Era un contesto che ritenevamo sicuro e che era sempre stato tranquillo e controllato fino alla sera in cui è arrivata R.». Il venerdì sera, 19 luglio, «al nostro arrivo eravamo consapevoli di trovare S. con un po' di febbre, a causa di un'insolazione, perlomeno questo è quello che ci aveva raccontato. Appena l'abbiamo vista ci siamo però resi conto che le sue condizioni erano pietose, tremava come in preda alle convulsioni».

 

Curata con antipiretici e stracci bagnati, l'indomani la figlia e l'amica - dice la donna - sarebbero andate a trovare A.C., il compagno di scuola che le aveva invitate al Billionaire. Domenica 21 luglio la famiglia rientra a Milano. «Anche R. sarebbe dovuta partire con noi, ma non è riuscita a prendere il volo perché era in overbooking ed è rimasta a Olbia, per tornare a Milano il giorno successivo». «Durante il viaggio in aereo - dice la mamma - ho provato più volte a chiedere a mia figlia che cosa avesse, per capire il suo malessere; perché era giù di morale, a prescindere dalla febbre, e la cosa mi era sembrata assai strada, visto che stavamo rientrando da un periodo di vacanza. S., lì per lì, mi ha raccontato, così a grandi linee, l'episodio della serata in discoteca, dicendo che l'avevano fatta bere e violentata senza entrare troppo nei particolari perché c'erano altre persone, promettendomi che mi avrebbe raccontato poi a casa».

 

«Le ho subito chiesto se R. sapesse dell'accaduto e mia figlia mi ha confermato che sapeva della prima violenza, perché era stata proprio lei a raccontargliela, ma non l'aveva aiutata perché dormiva». «R. le aveva poi fatto promettere di concordare la versione del racconto della serata, temendo la reazione di sua madre, accordandosi per dire che erano state in discoteca, ma che erano rientrare a dormire nel b&b nelle prime ore del mattino, senza fare alcun cenno alla violenza sessuale». «S. mi ha detto che R. in questi giorni le ha mandato diversi messaggi per chiederle come mai fosse distante senza che tuttavia lei rispondesse». 

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