Carlo Alberto morto a 12 anni, il papà dalla gioia allo choc: «Lo aspettavo al traguardo, poi la tragedia»

A un giorno dalla tragedia il padre racconta la tragedia con la voce rotta dal dolore e dall'ennesimo pianto

Giovedì 27 Gennaio 2022
Carlo Alberto morto a 12 anni, il papà dalla gioia allo choc: «Lo aspettavo al traguardo, poi la tragedia»

Carlo Alberto Conte, il bambino di 12 anni, non è sopravvissuto al fatale malore che lo ha colpito domenica 23 gennaio mentre partecipava alla gara campestre Cross della Vittoria a Vittorio Veneto (Treviso). La drammatica conferma è arrivata ieri sera da Treviso, dove il bambino era ricoverato.

 

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«Io mi ero posizionato al traguardo, mio figlio invece era dalla parte opposta. L’ho visto partire assieme a tutti gli altri atleti, poi all’improvviso si è fermato...». Racconta il padre, Dino Massimiliano Conte, con la voce rotta dall'ennesimo pianto a Il Gazzettino. Il giorno dopo la morte del 12enne, il padre ripercorre la tragedia. Alterna momenti di enorme strazio ad altri di totale lucidità e alla fine di ogni frase ripete sempre lo stesso concetto: «Era un ragazzino meraviglioso». 

 

Riguardo al giorno della tragedia, Dino Massimiliano, ricorda che hanno fatto la strada insieme, da Padova a Vittorio Veneto. Carlo Alberto era alla sua prima gara con le Fiamme Oro, era felice ed emozionatissimo. «Non vedeva l’ora di partecipare. Eravamo in auto solo io e lui, poi appena siamo arrivati ha raggiunto i suoi compagni. Sorrideva, sorrideva tanto». 

 

Una volta arrivati, il padre si è fatto da parte lasciandolo a riscaldarsi con gli altri ragazzini e si è posizionato al traguardo, in attesa che lo tagliasse, ma Carlo Alberto non ci è mai arrivato.


«Ho visto tutti i ragazzini partire -prosegue nel racconto -, poi ho capito che era successo qualcosa. All’altoparlante hanno detto subito che un atleta si era sentito male e hanno pure detto che era Carlo Alberto. Mi sono precipitato sul posto, sono arrivato assieme ai soccorsi. L’ho trovato disteso e gli stavano già facendo il massaggio cardiaco. Sono stato sempre assieme a lui. Prima per le procedure di rianimazione, poi sono salito in elicottero. Le hanno provate tutte, purtroppo non è bastato». 

 

Sul corpo del piccolo Carlo Alberto, i genitori hanno richiesto l'autopsia. Il padre spiega che per lui e sua moglie Valentina è fondamentale capire cosa sia successo. Si augurano che venga fatta totale chiarezza soprattutto per evitare che tragedie simili possano accadere a qualcun altro in futuro. 

 

Poi la frase più straziante... «Era fuori scala, eccezionale. Era intelligentissimo, approfondiva tutto, leggeva tanto. E poi c’era lo sport: era orgoglioso, ma veramente orgoglioso, di portare la maglietta delle Fiamme Oro e non vedeva l’ora di fare questa gara. Quella precedente non aveva potuto farla perché eravamo in montagna, a questa teneva tantissimo». 

 

Dino Massimiliano, poi, vorrebbe che suo figlio fosse ricordato come un ragazzino dalla parte della bella vita. Era con la testa sulle spalle, gli piacevano le regole, era serio e gli piaceva tanto un ambiente sano come quello dell'atletica.
 

 

 

Ultimo aggiornamento: 28 Gennaio, 17:52 © RIPRODUZIONE RISERVATA