Eutanasia, Cappato e Welby assolti per il caso Davide Trentini: «Il fatto non sussiste»

Lunedì 27 Luglio 2020
Marco Cappato e Mina Welby, il pm chiede la condanna a 3 anni e 4 mesi: «Il reato c'è, ma credo in nobili intenti»

Mina Welby e Marco Cappato sono stati assolti dalla corte di assise di Massa perche il fatto non sussiste dall'accusa di aiuto al suicidio per la morte di Davide Trentini, il 53enne malato di Sla deceduto il 13 luglio 2017 in una clinica Svizzera.

Il pm Marco Mansi aveva chiesto una condanna a 3 anni e 4 mesi. «Chiedo la condanna - ha spiegato - ma con tutte le attenuanti generiche e ai minimi di legge. Il reato di aiuto al suicidio sussiste, ma credo ai loro nobili intenti. È stato compiuto un atto nell'interesse di Davide Trentini, a cui mancano i presupposti che lo rendano lecito. Colpevoli sì ma meritevoli di alcune attenuanti che in coscienza non mi sento di negare».

Davide Trentini, 53enne di Massa, da 30 anni malato di sclerosi multipla, nell'aprile del 2017 decise di metter fine alle insopportabili sofferenze in Svizzera, dove ricorse al suicidio assistito. In quell'occasione, Mina Welby fornì aiuto per completare la documentazione necessaria accompagnandolo poi fisicamente, mentre Marco Cappato lo sostenne economicamente, raccogliendo i soldi che gli mancavano attraverso l'associazione Soccorso Civile di cui fanno parte entrambi insieme a Gustavo Fraticelli. Il giorno successivo il decesso di Davide, Mina Welby e Marco Cappato, rispettivamente copresidente e tesoriere dell'Associazione Luca Coscioni si presentarono presso la stazione dei carabinieri di Massa per autodenunciarsi.  

 

Ultimo aggiornamento: 19:21 © RIPRODUZIONE RISERVATA