Camilla morta dopo AstraZeneca, donati gli organi: «Un gesto d'amore». Fiori sullo scooter, dolore su Fb

Venerdì 11 Giugno 2021
Camilla morta a 18 anni, in corso l'espianto degli organi. Fiori sul suo scooter, il dolore su Facebook

Camilla Canepa donerà i suoi organi per salvare delle vite. La decisione, presa dai genitori, è stata definita «un gesto ammirevole, un grande gesto d'amore», da Salvatore Giuffrida, direttore generale del Policlinico San Martino di Genova, dove la 18enne, che ieri ha perso la vita, era ricoverata da domenica scorsa per una trombosi, pochi giorni dopo aver ricevuto il vaccino anti Covid di AstraZeneca. «Hanno appena perso una bimba e mentre metabolizzano questa tragedia - ha detto ancora Giuffrida - riescono a pensare agli altri, a persone che adesso potranno continuare a vivere. È ammirevole quello che hanno fatto, è ammirevole dare la vita a altre persone». 

 

 

 

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L'espianto degli organi è in corso: secondo quanto scrive l'agenzia ANSA, è già stato espiantato il fegato, affidato alla staffetta appena partita per l'ospedale di Niguarda (Milano). Verranno espiantati altri quattro organi oltre al tessuto che verrà messo a disposizione dell'anatomopatologo della procura. Gli organi espiantati sono stati messi nella disponibilità del centro nazionale trapianti e per ora è nota la sola destinazione del Niguarda oltre che a un paziente ricoverato al San Martino. Secondo quanto appreso, una equipe di psicologi messa a disposizione dal Policlinico genovese sta assistendo i genitori e le equipe mediche che hanno operato Camilla.

 

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Camilla Canepa

 

Fiori sul suo scooter

 

Un mazzo di fiori bianchi è stato appoggiato sullo scooter di Camilla parcheggiato sotto casa. Lo rivela una sua amica con un post su Facebook. Grande dolore e molte domande tra gli amici e i conoscenti della ragazza. Tra i compagni della pallavolo, il parroco, gli amici dei genitori, i commenti sui social sono tanti. «Di questa follia tu ne hai pagato il conto più pesante» scrive Marco. «Una ragazza amata. Solo lacrime e gratitudine per una famiglia che ha dato senso a una morte insensata, autorizzando la donazione degli organi» scrive Francesco. Monia commossa: «Non riuscivo a crederci, poi ho visto un mazzo di fiori bianchi sul tuo scooter sotto casa...».

 

Toti: Az a giovani non è invenzione delle regioni

 

«La possibilità di utilizzare AstraZeneca per tutti su base volontaria non è un'invenzione delle Regioni o di qualche dottor Stranamore: è suggerimento che arriva dai massimi organi tecnico-scientifici per aumentare le vaccinazioni, e quindi evitare più morti». Così il presidente della Liguria Giovanni Toti invita a «non fare sciacallaggio» sulla morte dopo il vaccino AstraZeneca della 18enne ligure Camilla Canepa. «È il momento della responsabilità e della chiarezza: a medici e scienziati spetta stabilire l'eventuale nesso tra vaccino, altri farmaci assunti e tutte le circostanze che hanno portato a questo tragico evento».

 

Pregliasco: per i giovani meglio mRna

 

«Ritengo necessaria la vaccinazione dei giovani per mettere in sicurezza tutta la comunità, ma per rasserenare famiglie e ragazzi sarebbe bene preferire vaccini che hanno un profilo di maggior sicurezza per i giovani e quindi usare vaccini a mRna», ha detto, durante la trasmissione Agorà, su Rai Tre, Fabrizio Pregliasco, virologo dell'università Statale di Milano, in merito al decesso di Camilla, «probabilmente correlato» alla dose di AstraZeneca. Si tratta, ha sottolineato, di «un fatto doloroso» ma «è l'effetto della necessità di vaccinare con velocità», una velocità «con cui è stato possibile salvare 10.000 vite». «Spero - ha aggiunto - che questo secondo momento di angoscia su Astrazeneca non infici la campagna vaccinale complessivamente perché il virus sta circolando e, come vediamo in Gran Bretagna, dà dei colpi di coda. Solo con la vaccinazione eviteremo i casi gravi evidenziati nelle ondate precedente».

 

Con gli open day per i giovani, da alcuni criticati, ha precisato Pregliasco, «l'obiettivo è stato velocizzare la campagna, perché per tornare a una vita normale serve grande quantità di vaccinazioni e una velocità di esecuzioni. Gli hub sono molto utili perché così tutti quelli che desiderano vaccinarsi possono farlo, poi ci vuole un lavoro di fino, per andare a convincere con quelle persone, anche più a rischio, che non si sono ancora vaccinate». La velocità di vaccinazione, ha concluso, «è importante» ma per Astrazeneca «introdurre un limite di età può essere utile proprio per ridare fiducia sulla necessità di continuare», anche «in un'ottica di massimizzare il rapporto rischio-beneficio». 

Ultimo aggiornamento: 13:54 © RIPRODUZIONE RISERVATA
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