Bollettino Covid, boom di casi oggi 28 giugno: 83.555 positivi e 69 morti, positività all'11,6%

Sono 237 i pazienti ricoverati in terapia intensiva, 3 in più di ieri. Gli ingressi giornalieri sono 40. I ricoverati nei reparti ordinari sono 6.035, ovvero 162 in più di ieri.

Bollettino Covid, boom di casi oggi 28 giugno: 83.555 positivi e 69 morti, positività all'11,6%
Bollettino Covid, boom di casi oggi 28 giugno: 83.555 positivi e 69 morti, positività all'11,6%
4 Minuti di Lettura
Martedì 28 Giugno 2022, 18:51 - Ultimo aggiornamento: 29 Giugno, 08:26

Bollettino covid, i dati di oggi 28 giugno 2022. Sono 83.555 i nuovi contagi registrati nelle ultime 24 ore, secondo i dati del ministero della Salute. Ieri erano stati 24.747. Le vittime sono invece 69, in leggero aumento rispetto alle 63 di ieri. Sono stati eseguiti in tutto, tra antigenici e molecolari, 717.400 tamponi con il tasso di positività all'11,6%, in netto calo rispetto al 24,5% di ieri. Sono invece 237 i pazienti ricoverati in terapia intensiva, 3 in più di ieri. Gli ingressi giornalieri sono 40. I ricoverati nei reparti ordinari sono 6.035, ovvero 162 in più di ieri.  Gli attualmente positivi sono 773.450, quindi 34.599 in più nelle ultime 24 ore. In totale sono 18.343.422 gli italiani contagiati dall'inizio della pandemia, mentre i morti salgono a 168.234. I dimessi e i guariti sono 17.401.738, con un incremento di 49.493.

Il consiglio di Ciccozzi: mascherine al chiuso fino a quando la curva non scende

«La variante Omicron è davvero molto contagiosa. Se facciamo una cena tra amici e solo uno è positivo asintomatico, possiamo stare certi che gli altri saranno contagiati. Un consiglio al Governo è quello che, fino a quando la curva dei casi non diminuirà, occorre tornare all'obbligo della mascherina al chiuso e nei luoghi di lavoro. All'aperto il buon senso degli italiani dovrebbe far optare per il dispositivo se ci sono assembramenti». Così Massimo Ciccozzi, responsabile dell'Unità di Statistica medica ed epidemiologia della facoltà di Medicina e chirurgia del Campus Bio-Medico di Roma, fa il punto della situazione epidemiologica. Sul balzo dei contagi nel Lazio e a Roma nelle ultime 24 ore, oltre 11mila casi, il dato più alto da fine marzo, «c'è un movimento della popolazione maggiore rispetto ad altre zone del Paese e non si usano precauzioni anti-Covid - precisa Ciccozzi - Roma è una città turistica, ci sono tanti grandi eventi e concerti che mettono insieme centinaia di persone senza nessuna misura anti-Covid».

Ricciardi: avremo un ottobre terribile

«Avremo un ottobre terribile, non come quello della prima ondata di Covid perché non avremo lockdown, ma avremo un aumento pazzesco della mortalità tra i fragili. E quando dico fragili, penso a una mortalità degli ultraottantenni che arriveranno a ottobre non vaccinati con la quarta dose e a tutti gli altri fragili come ad esempio i trapiantati, tra i quali si sta registrando un aumento del contagio». Così Walter Ricciardi, docente di Igiene alla Cattolica e consigliere del ministro della Salute, Roberto Speranza, intervenendo al 25esimo Congresso nazionale del sindacato dei medici e dirigenti sanitari Anaao Assomed, in corso a Napoli. «Questi sono tutti fattori che ci porteranno ad avere non quell'eclatante allarme delle prime ondate, ma a una mortalità in forte aumento».

«Noi abbiamo avuto l'Italia definita dall'Economist Paese dell'anno nel 2021 anche perché abbiamo avuto la migliore campagna vaccinale del mondo tra i grandi Paesi, e questo perché - sottolinea Ricciardi - abbiamo fatto degli sforzi eccezionali. Ma questo da marzo non esiste più, e infatti cosa è successo? Che la campagna vaccinale si è praticamente arrestata. Io a Napoli - racconta - ho una mamma ultra 80enne e per farla vaccinare ho dovuto inseguire le autorità sanitarie. Non c'è stata infatti una campagna di chiamata attiva degli ultra80enni e per questo avremo un ottobre terribile. Questa - spiega Ricciardi - è una nostra responsabilità. Noi ci dobbiamo fare parte attiva, sia che siamo medici di medicina generale sia ospedalieri sia professionisti di sanità pubblica, a incalzare sulla vaccinazione perché purtroppo - riflette - quella che vedo è una sorta di rassegnazione, di accettazione da parte della popolazione che è tutto finito, che è meglio che uno si prenda il Covid "tanto è un'influenza". Non è un'influenza - ammonisce - perché è la terza causa di mortalità in Italia. Quindi dobbiamo vigilare e cercare di far sì che questo "laissez faire" non passi». 

 

© RIPRODUZIONE RISERVATA