Padre uccide il figlio e si suicida a Rivara, Cialdella: «Il fine? Condannare la donna a soffrire per sempre»

Martedì 22 Settembre 2020 di Sabrina Quartieri

«È l'ennesima storia di una famiglia disgregata che termina con un omicidio-suicidio in un contesto di separazione e depressione. Colpisce l'efferatezza del gesto verso un minore, che dovrebbe essere tutelato da un genitore che, invece, ne diventa il carnefice». È il commento della psicoterapeuta familiare Maddalena Cialdella sul gesto estremo compiuto dal torinese Claudio Baima Poma che si è tolto la vita dopo aver sparato a suo figlio Andrea, di 11 anni.
Come si arriva a un figlicidio?
«L'uomo pare non aver accettato la separazione dalla compagna. Questa scelta, da lui subita, ha innescato un processo di rivendicazione nei confronti dell'altro, con la strumentalizzazione del figlio in comune fino all'atto estremo di togliergli la vita, per sottrarlo alla madre. È peggio di un femminicidio, perché così la donna è condannata a soffrire per sempre».
Il padre sembra non aver provato sensi di colpa
«Stiamo parlando di una follia lucida, in cui il carnefice non considera il figlio un'entità separata, bensì il suo prolungamento, tanto che lo uccide e si uccide. Il senso di colpa in questo modo viene meno».
Perché l'annuncio del gesto su Facebook?
«Per lasciare al mondo un messaggio chiaro. Come a dire: Io sono il braccio armato, l'esecutore, ma la colpa di questo omicidiosuicidio è della mia ex compagna».
Che fare per evitare il peggio?
«Serve la terapia integrata a base di farmaci e psicoterapia, necessaria per affrontare le cause di molti problemi».
 

 

Ultimo aggiornamento: 11:54 © RIPRODUZIONE RISERVATA