Marito e moglie morti dopo 60 anni insieme, ma non potranno essere sepolti vicini. Il figlio: «Non c'è umanità»

Mercoledì 20 Febbraio 2019
Anziani morti dopo 60 anni insieme, ma non potranno essere sepolti vicini. Il figlio: «Non c'è umanità»

Sono morti a cinque mesi di distanza, dopo sessant'anni di vita insieme, ma non possono essere sepolti vicini: a separarli, dopo la morte, è stato il Comune di Milano. È successo ad una coppia di anziani, i cui familiari, già provati dalla doppia scomparsa, si sono visti negare la richiesta di ricongiungimento delle salme nello stesso cimitero.

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«Sono atterrito dalla mancanza di umanità di fronte a un cittadino che ha perso entrambi i genitori a distanza di cinque mesi - dice Massimiliano Lanzafame, il figlio - anche perché di solito il ricongiungimento è una prassi. Saperli insieme dopo un'intera vita sarebbe stato l'unico conforto. Davvero non capiamo come in una regione che ora prevede anche la possibilità di poter inumare gli animali domestici a fianco dei padroni, non si permetta a marito e moglie di riposare insieme». 

Il Comune, nella mail di riposta alla famiglia, scrive che «il provvedimento di limitazione dei servizi cimiteriali di Baggio, che peraltro è stato ripreso la scorsa settimana su alcune delle testate giornalistiche più diffuse a Milano, di fatto introduce un bacino urbano servito dal cimitero. Le dimensioni del bacino, quindi della popolazione servita, sono state oggettivamente definite in relazione alla esigua disponibilità di spazi per l'inumazione e la tumulazione attualmente presenti nel cimitero». 

Ultimo aggiornamento: 13:29 © RIPRODUZIONE RISERVATA