Furbetto delle mascherine: virus, il primo arresto per frode allo Stato. E' Antonello Ieffi

Venerdì 10 Aprile 2020 di Emilio Orlando
Furbetto delle mascherine: virus, il primo arresto per frode allo Stato. E' Antonello Ieffi
Primo arresto per una maxi frode sulle mascherine. È finito in cella l’imprenditore romano Antonello Ieffi, 42 anni, ex fidanzato di Manuela Arcuri e finito alla ribalta delle cronache, nel 2013, per essere stato vittima di un pestaggio da parte degli uomini di Tamara Pisnoli, ex moglie del giocatore della Roma Daniele De Rossi, per un credito non restituito di 85mila euro.

L’arresto di Ieffi è il frutto di un’indagine lampo della Guardia di finanza del comando provinciale di Roma sui controlli relativi ai dispositivi di sicurezza individuale ai tempi del coronavirus molto richiesti dalle forze di polizia e dai dipendenti pubblici e privati che lavorano a contatto con il pubblico.

Ieffi, secondo quanto è emerso dalle indagini degli investigatori del colonnello Gianluca Capecci ha pensato di approfittare dell’emergenza sanitaria per mettere a segno una truffa nell’aggiudicazione di un appalto da oltre 15 milioni di euro per la fornitura di 24 milioni di mascherine agli ospedali italiani. L’imprenditore, si legge nell’ordinanza di custodia cautelare firmata dal giudice per le indagini preliminari Valerio Savio: «Al fine di aggirare le norme e vi nere l’appalto pubblico, si è avvalso di una ditta schermo, un’azienda che, nella ragione sociale, riportava “coltivazione di fondi, allevamento di animali” e altre attività agricole che nulla avevano a che vedere con le competenze sanitarie. E che non solo non era in grado di consegnare le mascherine nei tempi richiesti dal bando, ma non aveva neppure i soldi per pagare la merce che doveva acquistare e poi rifornire alla pubblica amministrazione». 

Le lenti d’ingrandimento della procura si sono posate sulle società, che in realtà erano semplici “spicciatrici” di denaro dopo la denuncia della Consip, la centrale d’acquisto della pubblica amministrazione che effettua tutti i controlli qualitativi e sui requisiti delle società che vogliono partecipare ad appalti pubblici anche quando questi hanno carattere d’emergenza. Guanti, occhiali protettivi, tute di protezione, camici e soluzioni igienizzanti, per un valore complessivo di oltre 73 milioni di euro, era l’appalto che Ieffi era riuscito ad aggiudicarsi dopo aver sostituito uno dei componenti del consiglio d’amministrazione che in passato aveva avuto problemi con la legge.

GLI ALTRI SPECULATORI DELL'EMERGENZA
​Truffe, raggiri e frodi in commercio legate alle forniture di mascherine protettive e liquidi disinfettanti ai tempi del Covid-19. Da nord a sud nessuno è stato risparmiato da truffatori e speculatori senza scrupoli. Polizia, carabinieri e guardia di finanza hanno messo a segno diverse operazioni facendo sequestri e denunce. Ieri i finanzieri di Torino hanno bloccato diversi container contenenti mezzi di protezione importati dalla Cina dove erano state evase le imposte. A Napoli le fiamme gialle hanno sequestrato dall’inizio dell’emergenza 60mila i prodotti disinfettanti e prodotti per l’igiene. In Puglia, in Calabria ed in Sicilia la polizia ed i carabinieri hanno bloccato milioni di prodotti spacciati per disinfettati in grado di “uccidere” il coronavirus. Ultimo aggiornamento: 09:04 © RIPRODUZIONE RISERVATA