Alessandria, famiglia no vax uccisa dal virus: in tre settimane muoiono due fratelli e il padre

Un amico della famiglia e consigliere comunale: «Ho cercato di convincerlo. Ma non è servito»

Alessandria, famiglia no vax uccisa dal virus: in tre settimane muoiono due fratelli e il padre
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Martedì 1 Febbraio 2022, 21:47 - Ultimo aggiornamento: 2 Febbraio, 07:46

Famiglia no vax sterminata ad Alessandria. In meno di un mese sono morti due fratelli di 61 e 58 anni e il padre 86enne: tutti non vaccinati al Covid per scelta. Il caso della famiglia Grassi, ha scosso la città - tra l'altro una delle più colpite in Piemonte nella prima ondata del Covid - e riacceso lo scontro sugli 'irriducibili' che non intendono vaccinarsi, a oggi 151 mila tra gli ultracinquantenni, nel solo Piemonte. Massimo Grassi è stato il primo a morire: aveva 61 anni, qualche problema di salute, e non era finito in ospedale per il Covid ma, secondo quanto è stato riferito, per un blocco intestinale. Dopo il ricovero è risultato positivo e il suo quadro clinico è rapidamente peggiorato. Poi è morto il padre, Giorgio. L'ultimo ad ammalarsi è stato Mario, 58 anni. Godeva di buona salute, raccontano i conoscenti, ma le sue condizioni si sono aggravate e negli ultimi giorni di gennaio è deceduto in ospedale.

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Martedì 1 febbraio, l'ultimo saluto, nella chiesa di San Giuseppe artigiano, nel quartiere popolare Cristo, alla periferia alessandrina. In chiesa c'era anche la mamma, che in tre settimane ha visto morire il marito e i suoi due figli. I fratelli Grassi erano conosciuti ad Alessandria, soprattutto Massimo: lavorava in un'azienda partecipata del Comune, era stato consigliere in una circoscrizione cittadina ed era tra gli animatori di un'associazione culturale, 'Alessandria in pista'. Sposato, aveva due figli adottati. Sin dall'inizio della campagna vaccinale, aveva manifestato la sua avversione ai vaccini e all'obbligo del Green pass, strumento che riteneva contrario alla Costituzione italiana.

Il fratello Mario era noto per la sua eccentricità: spesso indossava divise e cappelli da militare, aveva recitato come comparsa in alcuni film d'azione. Da qualche tempo era disoccupato dopo che l'azienda per cui lavorava aveva chiuso delocalizzando la produzione in Turchia. Lascia la moglie, infermiera in ospedale, e un figlio. La sua morte, come quella del fratello maggiore Massimo e del padre, aumenta il rammarico di chi non è riuscito a convincerli a sottoporsi alla vaccinazione contro il Covid. «Li conoscevo da tempo e sapevo come la pensassero. - racconta un amico di famiglia, Carmine Passalacqua, consigliere comunale - Massimo mi scriveva che il virus non esiste e, inutilmente, ho cercato di convincerlo della necessità di proteggere se stesso e gli altri. L'ultima volta, ancora, in occasione degli auguri di Natale. Ma non è servito».

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