Covid e Regioni, le pagelle: Lombardia e Piemonte diventano zona gialla, Veneto: contagi record

Covid e Regioni, le pagelle: Lombardia e Piemonte diventano zona gialla, Veneto: contagi record
Covid e Regioni, le pagelle: Lombardia e Piemonte diventano zona gialla, Veneto: contagi record
di Francesco Malfetano
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Giovedì 10 Dicembre 2020, 23:25 - Ultimo aggiornamento: 11 Dicembre, 01:54

Un’Italia ancora più gialla ma alle prese con il caso Veneto. Mentre Piemonte, Lombardia e, forse, Toscana sono pronte a tornare nella fascia di rischio più bassa (e l’Abruzzo ufficialmente in zona arancione), il Veneto del governatore Luca Zaia fa i conti con un’impennata di nuovi casi e di ricoveri che però non dovrebbe - ancora - riportarla in zona arancione. 


La cabina di regia dell’Iss e del Ministero della Salute oggi dovrebbe validare con i dati del monitoraggio (si attende per la seconda settimana di fila un indice Rt nazionale inferiore a 1) un nuovo cambio d’assetto per la Penisola. Misure che però per Piemonte, Lombardia e Toscana, entrerebbero in vigore solo domenica (il 13 dicembre) dopo la validazione del Cts e un’ordinanza del ministro Speranza. 
Diversa la situazione di Campania e Calabria. Nonostante ve ne sarebbe formalmente la possibilità infatti, le due Regioni stanno facendo i conti ancora con «Troppe incertezze alla voce “resilienza del sistema sanitario”» come confermano dal Cts e dal ministero della Salute. Meglio essere prudenti quindi. Dello stesso avviso il governatore campano Vincenzo De Luca che avrebbe concordato con la Sanità il passaggio in zona gialla solo dal 20/21 dicembre (smentendo «le impressioni» del sindaco di Napoli Luigi De Magistris). 
Un’attesa ulteriore che invece vorrebbe evitare Antonino Spirlì. Il governatore “reggente” della Calabria infatti, conta nella promozione della Regione già da domenica. «Con i nostri dati spero proprio di sì» ha dichiarato ieri in una diretta su Facebook, senza però nascondere i dubbi sul fatto che il passaggio possa davvero andare in porto. 


DUBBI


Perplessità che invece non attanagliano né Attilio Fontana né Alberto Cirio che già mercoledì hanno fatto sapere come, dopo averne parlato con Speranza, Piemonte e Lombardia diventeranno gialle da domenica 13 dicembre. Con loro dovrebbe peraltro esserci anche la Toscana. Nonostante la Regione sia entrata in zona arancione solo il 4 dicembre scorso infatti, come chiarito dal governatore Eugenio Giani, «Se vengono letti i dati siamo già zona gialla». 
E proprio in virtù di questi, a quanto si apprende la Toscana avrebbe chiesto al ministero della Salute di anticipare in maniera concordata la promozione (a differenza ad esempio del caso Abruzzo che da domenica dovrebbe tornare ufficialmente arancione al di là del ricorso al Tar del governo, la cui udienza si terrà oggi nel primo pomeriggio); una opzione prevista dal Dpcm del 3 dicembre. 
Al di là della nuova gradazione sempre meno marcatamente rossa, è però presto per sentirsi fuori dall’emergenza. A dimostrarlo i dati di giornata e il caso del Veneto (e in secondo piano della Lombardia). A scorrere i primi infatti si nota come nelle ultime 24 ore siano tornati a salire - seppur in maniera non preoccupante dato che il tasso positivi tamponi cala dello 0,8% - non solo i nuovi casi (16.999 su circa 171mila tamponi contro i 12.756 su 118mila del giorno precedente) ma soprattutto il numero di decessi (887 contro 499 di mercoledì), su cui però potrebbe pesare un ritardo nelle notifiche. 
Preoccupa invece la situazione del Veneto che non a caso ha introdotto due nuove misure vietando la consumazione al banco e stabilendo, da sabato, una fascia di rispetto per gli over 65 al supermercato dalle ore 10 alle 12. Si tratta della prima risposta di Luca Zaia ai 6 giorni consecutivi da peggior Regione in termini di nuovi contagi. Un record negativo confermato anche ieri con ben 4.197 nuovi casi (seguita da Lombardia a 2.093 e Lazio 1.488 positivi) e una pressione crescente sul sistema sanitario (+38 ricoveri nei reparti di Malattie infettive e Pneumologia e +1 in Terapia intensiva). «Abbiamo superato il picco dei degenti in area non critica e in Rianimazione rilevato il 29 marzo» ha detto ieri Zaia «Ma dai nostri dati risulta che l’Rt, l’indice del contagio, si sta abbassando rispetto all’1.1 della scorsa settimana», scongiurando per il momento il rischio di passare in zona arancione.
 

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