Covid, norme violate nella discoteca Muretto di Jesolo: in 4.000 nel locale, il doppio della capienza normale L'ira di Zaia

Martedì 28 Luglio 2020 di Davide Tamiello

Quel video della nottata della discoteca Muretto a Jesolo (Venezia), fin dalle prime ore dell'alba di domenica, ha iniziato a rimbalzare da un cellulare all'altro. E di chat in chat è finito anche tra le mani di prefetto e questore di Venezia, Vittorio Zappalorto e Maurizio Masciopinto. Increduli prima, furiosi poi, nel vedere in quelle immagini tutto il contrario di ciò che è previsto dalle norme anti-covid. Zappalorto, ieri mattina, ha convocato urgentemente il comitato per l'ordine e la sicurezza pubblica e annuncia sanzioni pesanti. «Stiamo acquisendo foto e filmati - spiega - poi valuteremo le responsabilità ed eventuali sanzioni, amministrative o penali che siano». 
 

Muretto

 Per i gestori del locale, ovviamente, che rischiano pesanti provvedimenti (fino alla chiusura), ma qualche tirata d'orecchi potrebbe arrivare anche al sindaco di Jesolo, Valerio Zoggia. «Com'è possibile che a noi non sia stato comunicato nulla? - continua il prefetto -. La commissione comunale per i pubblici spettacoli si era riunita e non ci ha avvisati. Non sapevamo che ci sarebbe stata questa serata né per quante persone. E a quanto pare ne sono entrate circa 4mila, praticamente il doppio del limite stabilito». 

Lapidario il commento del questore: «Questo evento è stato organizzato in rapporto fiduciario tra Comune e gestore - spiega - ma è evidente che la fiducia è stata mal riposta. Hanno avuto una prima chance, non ce ne saranno altre. Noi non daremo nessun parere favorevole a ulteriori manifestazioni analoghe». La macchina della sicurezza, secondo Masciopinto, non può essere vincolata da attività di ordine pubblico. «Non possiamo passare tutto il tempo a controllare le feste - aggiunge - si capirà che le forze dell'ordine, soprattutto in questo periodo, hanno anche altri obblighi. A questo punto per noi sarà sempre no a qualunque richiesta, visto che la comprensione ha portato a conseguenze del genere. Lo ribadisco: quella del Muretto è un'esperienza che non si ripeterà».
 

Jesolo, video assembramenti in discoteca Il video del King'sAnche perché, un secondo video, uscito ieri, documenterebbe una situazione identica, una settimana prima, in un altro locale di Jesolo, il King's. «Tutti devono impegnarsi a rispettare le regole, ma se si aprono le discoteche si deve tener conto anche di situazioni del genere, altrimenti si torna al lockdown», ribatte Zoggia. Solo che sabato notte le regole sono state letteralmente polverizzate da quella schiera di giovani ammassati all'alba davanti alla consolle a ballare senza mascherina. 

Cosa è successo al Muretto? «Se organizzi un evento del genere è chiaro che i ragazzi arriveranno - aggiunge Zappalorto - io sono contrario a bloccare tutto, ma le regole ci sono per un motivo e se qualcuno vuole aggirarle mi oppongo. Si poteva fare? Sì, ma con modalità diverse: senza un dj di fama internazionale in discoteca, per esempio, senza tanta pubblicità. Si poteva far entrare la gente su invito, mettere un tetto a un migliaio di ospiti, e poi a una certa ora mandare tutti a casa».

Perché anche l'orario, per il prefetto, è una variabile importante. «Siamo in tempo di Covid, io non so più come ripeterlo: bisogna evitare il più possibile occasioni per assembramenti. Ma sembra che il virus non preoccupi più, c'è un atteggiamento menefreghista. Al Muretto si è badato solo a far entrare ragazzi fino all'ultimo metro quadrato e a trattenerli lì il più a lungo possibile. A Jesolo sembra che sia più difficile far rispettare le regole a quanto pare».

In altri comuni, precisa Zappalorto, è andata molto diversamente. «A Venezia si è rinunciato ai fuochi del Redentore, a Torino non si è festeggiato il nono scudetto della Juventus. In queste due città non si è raggiunta neanche l'ombra degli estremi visti a Jesolo».Estremi che hanno fatto andare su tutte le furie anche il presidente della Regione, Luca Zaia. «L'ho sentito, è giustamente molto allarmato e arrabbiato - conclude il prefetto di Venezia - da febbraio stiamo combattendo una battaglia e rischiamo di perderla per colpa di questa gente. Una stretta ulteriore? La daremo per chi non rispetta le regole, non è giusto che altri debbano rimetterci per quel che è successo al Muretto».

 

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