Coronavirus Veneto, quasi seimila casi. Zaia: «Confiscati i respiratori dei veterinari»

Martedì 24 Marzo 2020
Coronavirus Veneto, quasi seimila casi. Zaia: «Confiscati i respiratori dei veterinari»

Il Veneto sfiora 6.000 contagiati da Coronavirus, arrivando a 5.948 casi registrati stamani dal bollettino regionale, 310 in più rispetto al pomeriggio di ieri. Sono 16.220 le persone in isolamento, un dato che comprende contagiati e contatti. I ricoverati non gravi sono 1.318, 13 in più dal pomeriggio di ieri; quelli in terapia intensiva sono 304, dieci in più. I dimessi sono 381, 216 i deceduti (+6). Resta fermo il focolaio di Vo' Euganeo, mentre il maggior numero di casi si registra in provincia di Verona, +81 rispetto a ieri.

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Respiratori per animali confiscati dagli studi veterinari. «Abbiamo chiesto 200 respiratori al governo - dice il governatore del Veneto Luca Zaia, dopo un mese ne sono arrivati 50». Respiratori negli studi veterinari: abbiamo predisposto la confisca. Sono tutti per uso umano, i tubi sono rapportati alle anatomie animali ma sono funzionanti, in via prudenziale stiamo raccogliendo anche quelli. Guardiamo in faccia la realtà». Nel pubblico abbiamo una cinquantina di respiratori veterinari. Sono macchine normali, voglio specificarlo, poi quando sarà finita verranno restituiti.

Verona, il cluster più preoccupante. Oggi Verona paga lo scotto di essere territorio contiguo con il bresciano. E' un cluster che ci preoccupa molto, abbiamo un focus su quell'area e rinforzato la squadra, stanno allestendo postazioni di terapia intensiva oltre ad ogni misura.

Zaia:«Donazioni, grazie a tutti. Abbiamo bisogno di 50 milioni di euro». «Donazioni, mi sono stati annunciati versamenti grossi nei prossimi giorni. Il popolo dei veneti ha versato dalle cifre più piccole a quelle più grandi. Grazie, li ringrazierò per iscritto uno a uno». Siamo già sopra gli otto milioni di euro, ma li sorpasseremo: abbiamo bisogno di 50 milioni di euro.

Europa. «L'Europa dimostra in ogni crisi di avere dimensione inadeguata. Nella crisi del 2008 è arrivata dopo gli Stati Uniti e la Bce dopo Federal Reserve. Nella politica dell'immigrazione ha lasciato sola l'Italia, oggi c'è un'altra crisi, forse la più grande che sta vivendo l'Europa, quella sanitaria che si porta dietro una crisi economica planetaria e ancora una volta manca la dimensione di un'Europa che dovrebbe dare il ritmo alla squadra. Questo modello di gestione dell'Europa non va bene. Le aziende si aspettano gli Eurobond, misure forti. Paghiamo anche lo scotto di un asse franco-tedesco che ci ha sempre penalizzato», ha detto a Sky TG24 il presidente della Regione Veneto Luca Zaia.

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Mascherine. «È una guerra. Le grandi potenze hanno grandi industrie belliche. La grande industria bellica oggi è una fabbrica che ti fa le mascherine, i respiratori e i ventilatori, tamponi e reagenti. Tutte cose che mancano. La situazione è abominevole, lo dice una persona che da un mese parla di trovare container di mascherine, ventilatori», sottolinea Zaia. «Ci sono produzioni - ha spiegato Zaia - che sono diseconomiche, come la mascherina chirurgica, ma dobbiamo fare una scelta strategica e sostenere economicamente queste produzioni. Non pensare di avere un biomedicale forte, di non avere la produzione dispositivi di protezione, di non avere produzione di ventilatori in Italia, non è più immaginabile per il futuro».

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Ultimo aggiornamento: 15:13 © RIPRODUZIONE RISERVATA