Coronavirus Lombardia: oggi 252 morti, 1218 in totale, a Bergamo e Brescia la situazione peggiore

Domenica 15 Marzo 2020
Coronavirus Lombardia: oggi 252 morti, 1218 in totale

In Europa sono stati superati i 2.000 decessi e più della metà sono avvenuti in Lombardia: basta questo dato per capire l'impatto del coronavirus nella regione più colpita non solo in Italia, ma in tutto il continente. L'ultimo dato parla di 252 morti in un solo giorno, una cifra mai raggiunta dall'inizio dell'emergenza, che porta a 1.218 le persone decedute nella sola Lombardia. In un'altra giornata drammatica, arriva quindi sempre più forte dai rappresentanti della Regione la richiesta di aiuto al governo perché solo aumentando i posti di terapia intensiva potrà essere curato un numero di contagiati aumentato di oltre tremila persone negli ultimi due giorni e arrivato a 13.272 con una crescita «costante che fortunatamente non è esponenziale», sottolinea l'assessore al Welfare Giulio Gallera. 

Coronavirus Lombardia: oggi 252 morti, 1218 in totale

​È lui a mantenere il contatto costante con medici e direttori sanitari ed è da lui che arriva più forte il richiamo al governo: «Il ministro Boccia ha ricordato che sono state inviate 500mila mascherine in Lombardia, noi lo ringraziamo ma ne abbiamo bisogno di 300mila al giorno. Se una consegna di 500mila mascherine viene considerata importante, forse non c'è la percezione della battaglia che stiamo vivendo qua». 
 


«Un conto è vivere drammaticamente sul campo la situazione, un altro conto è viverla in una parte del Paese dove forse ancora non si percepisce la gravità di questo problema», ha aggiunto il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana che nel pomeriggio ha parlato con il commissario straordinario della Protezione Civile Domenico Arcuri e si aspetta da lui per martedì una risposta sulla possibilità di creare 500 posti di terapia intensiva all'interno dei padiglioni della fiera di Milano. 
 
 

È il progetto per il quale è stato chiamato Guido Bertolaso, che domani arriverà a Milano e inizierà subito a cercare, anche attraverso i suoi contatti, tutto il materiale che serve per allestire un ospedale del genere, a partite dai ventilatori. Resta questo il progetto principale della Regione per alleggerire gli ospedali lombardi e Fontana garantisce che «in 5-7 giorni potremmo concludere tutto» se verranno trovati i macchinari che «stiamo cercando in tutto il mondo». 

La Protezione civile ne ha mandati e se ne attendono altri 140 nel giro di una settimana. Ma il problema è oggettivo. Se infatti oggi sono stati 'solò 35 i nuovi accessi in terapia intensiva, il totale è arrivato a 767 e Gallera ricorda che «ci sono ospedali che dopo 24 giorni sono davvero allo stremo e sono molto saturi». «Con uno sforzo titanico», la Regione è riuscita a portare da 724 a 1.200 i posti disponibili ma il virus corre veloce soprattutto nella bergamasca e nel bresciano e il numero dei decessi è lì a ricordarlo.

Ecco perché si stanno recuperando altri 192 posti in tutti gli ospedali lombardi, a partire da quelli milanesi come San Carlo, Niguarda e Policlinico, ma anche al San Gerardo di Monza e al San Matteo di Pavia. Letti di terapia intensiva che però, per ora, sono solo virtuali dato che per allestirli serve una strumentazione ad hoc «che oggi non abbiamo e non siamo in grado di recuperare se non attraverso la collaborazione del Dipartimento nazionale della protezione civile», ricorda Gallera. E quindi si torna a Roma in cerca di risposte e, soprattutto, di soluzioni ad un'emergenza che la Lombardia vive da 24 giorni senza sapere quando finirà.

 

Ultimo aggiornamento: 20:31 © RIPRODUZIONE RISERVATA