Coronavirus, l'amore "bandito" anche nella fase 2: i fidanzati non sono "congiunti" (e non si possono vedere)

Lunedì 27 Aprile 2020 di Veronica Cursi

Tecnicamente non sono "congiunti". Anche se molto spesso fanno parte della nostra vita più di zie, cugini o parenti vari. E invece l'amore (quello non riconosciuto dalla legge) è ancora bandito nella fase 2 del Coronavirus.  Dal 4 maggio si potrà uscire di casa per incontrare parenti e familiari ma non fidanzati o compagni. E' c'è chi grida alla discriminazione.

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Secondo l'ultimo decreto del governo infatti occorre un vincolo di sangue o legale (matrimonio) per essere autorizzati a potersi vedere da vicino.
I “prossimi congiunti” sono per legge «gli ascendenti, i discendenti, il coniuge, la parte di un’unione civile tra le persone dello stesso sesso, i fratelli, le sorelle, gli affini nello stesso grado, gli zii e i nipoti» mentre non si comprendono «gli affini allorché sia morto il coniuge o non vi sia prole». Lo dice chiaramente l’articolo 307 del codice penale, parlando di «assistenza ai partecipi di cospirazione o di banda armata» che, prevedendo «la reclusione fino a due anni per chiunque dà rifugio o fornisce vitto, ospitalità o mezzi di trasportano a chi partecipa all’associazione o alla banda non è punibile se commette il fatto in favore di un prossimo congiunto».

Fidanzati ancora succubi del lockdown anti Covid-19, dunque. Salvo, tuttavia, deroghe dell’ultima ora che potrebbero subentrare considerate le proteste che stanno montando nelle ultime ore. Perché infatti i parenti sì e i fidanzati no? E molte proteste arrivano anche dal mondo omosessuale.
«Il Decreto Conte discrimina ancora una volta le persone Lesbiche, Gay, Bisex e Trans e non solo - dichiara Fabrizio Marrazzo portavoce Gay Center - infatti molti della nostra comunità sono spesso isolati dalle proprie famiglie e parenti, ed hanno costruito le proprie vite su una rete di amicizie che ha spesso sostituito e compensato gli affetti mancati dei propri familiari. Analogamente ciò avviene in molte famiglie basate su convivenze di fatto, ossia le cosiddette "famiglie allargate". Inoltre, molto spesso le coppie lesbiche e gay non risultano sulla carta genitori di entrambi i figli, e pertanto non sono parenti dei rispettivi zii e nonni dei propri figli. Il nuovo decreto da la possibilità solo ad alcuni di ripristinare la propria rete di affetti, ma non a buona parte della nostra comunità ed a quella parte della società che non rientra nelle logiche di parentela ottocentesche».
 

Ultimo aggiornamento: 17:05 © RIPRODUZIONE RISERVATA