Genovese, droga e feste tra Ibiza e Formentera. La chat degli ospiti: «Grazie per averci coccolato»

Lunedì 16 Novembre 2020 di Claudia Guasco

Fine agosto, le vacanze inaugurate con uno scatto che immortalava un entusiasta Alberto Genovese con un coccodrillo gonfiabile davanti alla scaletta dell’aereo sono agli sgoccioli. Per la compagnia è il momento dei commiati: «Chiudiamo cosi questa Formentera, un’estate diversa senza @tipicformentera ma con tante emozioni e tanti amici che sono passati a trovarci. Grazie a tutti voi e grazie a te @albertogenovese che ci hai coccolati per due mesi!», scrive l’amico Daniele Leali. Le risposte sono cuoricini rossi e pollici alzati, ma le giornate trascorse tra Ibiza e Formentera, tra gite in barca e notti a Villa Lolita, hanno anche un lato oscuro e violento. Che non compare nelle chat ed è agli atti dell’inchiesta della Procura di Milano che ha portato all’arresto dell’imprenditore digitale con l’accusa di aver stuprato durante una festa nel suo appartamento di Milano una ragazza diciottenne dopo averla stordita drogandola.

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LE VALIGIE MISTERIOSE

Il 10 ottobre nell’appartamento di Genovese la musica è alta, l’alcol scorre in abbondanza così come la droga, hanno messo a verbale alcuni testimoni. Il mago delle start up, racconta chi lo incrociava durante le serate nei locali, era un frequentatore fisso delle discoteche e con il lockdown ha dovuto rimediare: le feste le organizzava in casa e nell’attico di piazza Belgioioso era un via vai di giovanissime. Come nella villa Ibiza, dove stando alla deposizione di una ragazza le «coccole» agli invitati avevano una contropartita. «Dall’1 al 20 luglio sono stata ospite in una delle case affittate da Alberto. Il fatto che racconto si è svolto a Villa Lolita. Io sono stata invitata da Alberto personalmente», riferisce. Parte con un’amica. «Il biglietto aereo ci è stato regalato da Alberto, all’aeroporto di Malpensa ci ha accompagnato uno dei suoi autisti. Oltre ai nostri bagagli abbiamo dovuto portare un’altra valigia a testa per conto di Genovese. Non ho idea di cosa dovessero contenere perché non le ho aperte. La cosa mi ha insospettito, considerato che Alberto ed altri erano partiti poco prima di noi con un jet privato». I primi giorni scivolano via «tra feste, bagni in piscina e consumando droghe». Qualche sera dopo la ragazza viene invitata nella stanza di Genovese: «Mi sono fidata perché non era solo. Ho tirato una striscia di stupefacente di colore rosa, non ricordo più nulla». Quando si riprende è giorno: «Avevo addosso la stessa gonnellina e lo stesso top di seta della sera prima che era strappato, non avevo più né il reggiseno né le scarpe. Avevo un sacco di lividi sulle gambe e un forte dolore ai polsi, non riuscivo neanche a ruotarli».

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«COLPA DELLA DROGA»

Sono almeno una trentina le ragazze che avrebbero partecipato ai festini organizzati da Genovese. Alcune di queste giovani sono già state ascoltate da inquirenti e investigatori e altre verranno sentite, mentre sono in corso verifiche su possibili pressioni, anche economiche, nei confronti delle testimoni. Quanto all’imprenditore, il gip ha convalidato il fermo e resta a San Vittore. «È colpa della droga - si è difeso - Ogni volta che la uso ho le allucinazioni. È una cosa di cui non vado fiero, vorrei uscirne. La mia vita è per l’80% sana, voi avete scavato solo nella parte cattiva della mia vita. Nella mia percezione del tempo trascorso con la ragazza noi eravamo innamorati e stavamo trascorrendo una serata bellissima». Ma nel decreto di convalida il giudice Tommaso Perna sottolinea che Genovese, «sebbene abbia fatto uso di sostanza stupefacente, è rimasto sempre lucidissimo. Appare pertanto inverosimile sostenere che egli non avesse percezione della realtà o che, nella sua immaginazione, avesse trascorso “una serata bellissima con la sua amata”».

Ultimo aggiornamento: 12:28 © RIPRODUZIONE RISERVATA