Alle Tese va in scena "Il poeta cieco"

VENEZIA - (R.P.) «Sicuramente Jan Lauwers è l'artista del XXI secolo che più si avvicina a ciò che Wagner definì con il termine "Gesamtkunstwerk" (opera d'arte totale)». La motivazione che accompagnò l'assegnazione del Leone d'oro alla carriera - l'anno scorso - al regista belga Jan Lauwers, ben metteva in evidenza uno dei capisaldi del suo teatro, la "totalità". E in particolare il racconto di una pluralità di storie: così sarà anche in "The Blind Poet", in scena questa sera alle 20, in prima nazionale, al Teatro alle Tese all'interno del Festival internazionale del Teatro della Biennale. In scena vicende vere legate ai protagonisti della sua nota compagnia, Needcompany: di ciascuno, si approfondirà l'albero genealogico. Un intreccio di nazionalità e quindi culture che diviene un inno alla multietnicità delle odierne società mondiali, europea in particolare. Il titolo, "Il poeta cieco", si riferisce a un antico poeta persiano di epoca medievale, Abu al ‘ala al Ma'arri. Lauwers trasse ispirazione per il suo lavoro da una visita alla moschea di Cordova, che idealmente lo riportò ad un'epoca moresca di massimo splendore: pluriculturale, alfabetizzata, raffinata, evoluta dal punto di vista della parità sessuale e della laicità. Esemplare non solo rispetto a chiuse realtà cristiane coeve, ma anche a molti discutibili esempi odierni. Nel pomeriggio, alle 16 a Cà Giustinian, proseguono gli incontri con i protagonisti del Festival, moderati da Andrea Porcheddu: Antonio Latella fornirà anticipazioni del trittico di monologhi novecenteschi in scena domani.(((petitor)))
Mercoledì 5 Agosto 2015 - Ultimo aggiornamento: 30-11--0001 00:00