Università, spariscono i test d'ingresso. Giannini: entro luglio nuove regole

Mercoledì 21 Maggio 2014 di Camilla Mozzetti
Arriva da Facebook l’annuncio del ministro dell’Istruzione, Stefania Giannini, sulle modifiche per l’accesso ai corsi universitari di Medicina e chirurgia. La responsabile del dicastero di viale Trastevere ha scelto il profilo di Scelta Civica per dare seguito a quello che, fino a poche settimane fa, erano semplici ipotesi. «A luglio presenterò il progetto – ha spiegato il ministro rispondendo a un question time sul web – dal numero chiuso si passerà a un altro sistema, quello francese, con il primo anno aperto a tutti seguito da una selezione basata sul merito».



L’annuncio, ventilato un po’ in sordina, attraverso il social network, ha tuttavia, fatto impazzire il web di commenti e reazioni positive. Matricole e laureati hanno applaudito l’iniziativa, ben intesa anche dalle associazioni di studenti quali l’Udu e la Rete studenti medi che da anni combattono contro la ghigliottina dei test d’ingresso. «È sicuramente una grande vittoria», ha commentato il coordinatore dell’Udu, Gianluca Scuccimarra. «Tuttavia diciamo no a spot elettorali in vista delle elezioni Europee, la riforma sia fatta insieme».



«Torniamo a chiedere al ministro – ha concluso Scuccimarra – un tavolo di confronto con gli studenti per rivedere l’attuale sistema d’accesso. Rivedere e cambiare le regole d’ingresso per i corsi a numero non può prescindere dagli studenti». Le possibilità di un confronto, dicono al ministero, non mancheranno, dal momento che la stessa ministra ha parlato di un «cambiamento tanto importante quanto necessario».





I CASI

Un provvedimento soprattutto necessario, considerate le polemiche innescate un minuto dopo lo svolgimento dei test per l’anno accademico 2014/2015. A valle delle prove, tenutesi l’8 8 aprile e alle quali parteciparono più di 63 mila candidati, le associazioni degli studenti, ma anche gli stessi candidati gridarono ancora una volta allo scandalo. Prove complesse con domande che esulavano il programma scolastico, come quella su Chomsky, o quesiti mal posti, come la numero 32 sulla molecola prodotta da una cellula fotosintetica, che avrebbe avuto diverse opzioni possibili. Oltre 3mila le segnalazioni ricevute dall’Udu sulle presunte irregolarità e migliaia i ricorsi presentati al Tar del Lazio.





BARI

E poi ancora il caso Bari, sul quale si sta ancora indagando, relativo alla scomparsa, il giorno della prova, di un plico contenente i quiz. Dopo la pubblicazione della graduatoria, solo uno studente su sei è riuscito a passare i test e tra quei candidati meritevoli di uno dei 10.551 posti a Medicina in un ateneo italiano, molti provenivano proprio da Bari, diversamente da quanto accaduto nelle selezioni 2013.





SCUOLE DI SPECIALIZZAZIONE

Cattive notizie arrivano invece sempre da Fb sul fronte scuole di specializzazione. Ben 12.500 saranno i candidati che tenteranno il concorso nazionale, il prossimo ottobre, ma la copertura finanziaria resta debole e non supererà le 4 mila borse di studio. «Il Miur ha trovato una quota di fondi per arrivare a un aumento – ha spiegato la ministra sul web – che però non è sufficiente al ripristino delle quote dello scorso anno. Abbiamo chiesto al Mef di aggiungere i fondi mancanti».
Ultimo aggiornamento: 10:48