Mail al rettore, Laforgia indagato. Concorso a Ingegneria, reati ipotizzati: tentato abuso d’ufficio e minacce

Martedì 27 Ottobre 2015 di Erasmo Marinazzo

Tentato abuso di ufficio per favorire alcuni candidati al concorso per professore associato e minacce a pubblico ufficiale. Una nuova inchiesta penale tocca l’ex rettore dell’Università del Salento e di fresca nomina - da parte del governatore Michele Emiliano - a direttore del Dipartimento Sviluppo economico, Innovazione, Istruzione, Formazione e Lavoro della Regione.

L’ingegnere Domenico Laforgia, 64 anni di Bari, è stato raggiunto dall’avviso di conclusione delle indagini a firma del procuratore capo Cataldo Motta e del sostituto Paola Guglielmi: gli viene contestata l’ingerenza nella decisione del nuovo rettore, Vincenzo Zara, di verificare la legittimità dei quattro bandi di concorso indetti dal Dipartimento di Ingegneria dell’innovazione per la nomina dei docenti associati. Il fine - sostengono gli inquirenti - sarebbe stato quello di avvantaggiare alcuni aspiranti a quelle cattedre.

È l’inchiesta avviata dopo l’esposto depositato in Procura da Zara nell’ottobre dell’anno scorso, allegando le due mail ricevute da Laforgia il 7 agosto. Una alle 19.42 e l’altra alle 23.24. «Consigli inopportuni», è la conclusione a cui è giunta la Procura. «Inopportuni» perché il tono di quelle mail è stato ritenuto minaccioso nei termini in cui Laforgia prospettò a Zara estremi di reato (come turbativa di concorso ed abuso di ufficio) nella stessa mail in cui Zara aveva messo al corrente il direttore del Dipartimento di Ingegneria dell’innovazione, e per conoscenza tutti gli altri direttori di Dipartimento, sulla necessità di effettuare «una verifica dettagliata di tutti i profili e le relative funzioni scientifiche afferenti i quattro concorsi».

Laforgia non avrebbe avuto alcun titolo ad intervenire in questa vicenda, dicono le carte dell’inchiesta. Lo fece con la mail delle 19.42. Mail, come l’altra, pubblicata l’anno scorso dal Nuovo Quotidiano di Puglia: «Qualunque ingerenza su concorsi aperti può configurarsi come turbativa di concorso, che è un reato penale, e qualsiasi azione intrapresa che danneggi i concorrenti potrebbe essere denunciata come abuso di ufficio». L’ex rettore, inoltre, entrò nel merito della questione della legittimità dei bandi: «Esiste un gergo tecnologico e lo si ritrova sia nei bandi che nei curricula vitae, quindi non mi stupirei affatto se si trovassero somiglianze nei curricula vitae non di uno, ma di tutti i partecipanti del settore».

Ed ancora, Laforgia ritenne di ricordare a Zara come funzionassero i concorsi: «La commissione non deve giudicare e valutare sulla base di detto profilo, ma solo sui titoli esibiti dai candidati. Questo, invece, è compito del Dipartimento». In chiusura di questa prima mail ancora un sollecito con riferimenti a vicende giudiziarie: «Consiglio di non fare alcuna azione pericolosa per l’Amministrazione e di attendere sempre che, chi denunci, vada avanti a un Tar dove deve dimostrare l’interesse specifico».

Nella seconda mail Laforgia fece riferimento all’allegato che Zara aveva inviato con il sollecito ad intraprendere le verifiche sui bandi di concorso. Quell’allegato gli era stato mandato da un candidato che aveva incontrato nella mattina dello stesso 7 agosto e che gli aveva prospettato profili di illegittimità del bando. Toni analoghi alla prima mail, quelli usati da Laforgia alle 23.24: «Evita di ricevere candidati (potenziali) a procedure concorsuali interne, chiunque Ti chieda di incontrarli perché sono portatori di interessi personali». Difensore di ufficio di Laforgia è stato nominato l’avvocato Enrico Massa. Nel processo in cui è stato recentemente assolto dall’accusa di abuso di ufficio è stato difeso da Viola Messa e da Michele Laforgia.

Ultimo aggiornamento: 10:28 © RIPRODUZIONE RISERVATA