Sal Da Vinci aggredito sull'aliscafo, ecco le immagini choc: tre video della rissa e il caso finisce in Procura

Lunedì 7 Settembre 2020 di Leandro Del Gaudio

«Lo so dove ti devo venire a prendere... ti devo uccidere, ti devo uccidere...». Seguono espressioni intraducibili contro l'artista napoletano Sal Da Vinci, che è costretto ad indietreggiare e ad uscire sulla parte esterna dell'imbarcazione. Al centro della scena un operatore ecologico, che presta servizio di netturbino a Procida: l'uomo viene bloccato da almeno tre persone, cerca la colluttazione, mentre sfoga la propria rabbia contro il cantante. Scene poco edificanti, finite al centro di un'informativa dei carabinieri spedita in queste ore in Procura a Napoli. Martedì scorso, violenza gratuita a bordo dell'Aliscafo per Napoli, un episodio sul quale ora spetta al pm fare chiarezza, proprio alla luce delle immagini ricavate dai cellulari di alcuni passeggeri.

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E non ci sono solo video nel fascicolo aperto in queste ore. Difeso dal penalista napoletano Antonio Abet, Sal Da Vinci è pronto ad indicare i nomi di una serie di testimoni (tra passeggeri e personale di bordo), oltre a depositare il certificato medico effettuato dopo aver subìto un pugno in pieno volto. Stando al documento sanitario, l'artista è alle prese con difficoltà di respirazione dovute proprio al colpo subìto al viso: problemi di affanno e di postura che rischiano di mettere in discussione il prossimo concerto in calendario. E non è tutto: il cantante si dice «sconvolto» anche per le «falsità immotivate e gratuite» che circolano in internet, al punto tale da essere pronto a querelare tutti.
 


Una brutta pagina, destinata al vaglio di un magistrato. Agli atti due denunce uguali e contrarie. Da un lato la ricostruzione offerta da Sal Da Vinci, dal figlio dell'artista e dalla presentatrice Fatima Trotta; dall'altro Ciro Giacchetti, dipendente di una ditta di pulizia a Procida. In sintesi, Sal Da Vinci sostiene di essere intervenuto dopo le offese rivolte da Giacchetti alla Trotta, che avrebbe spostato un pacco di dolci nel bagagliaio, nel riporre il proprio trolley. Un intervento verbale da parte dell'artista, animato dal disappunto per un uomo che inveisce contro una signora, ma che scatena la reazione di Giacchetti, con un pugno al viso del cantante e al figlio dell'artista (a sua volta intervenuto per bloccare l'aggressione). Diversa invece la versione di Giacchetti, che in un'intervista al Mattino ha spiegato: «Ho solo chiesto cautela alla signora (Fatima Trotta), che aveva schiacciato il cartoccio di dolci con il suo trolley; era una guantiera di paste comprate per il mio nipotino. Quando le ho fatto notare il danno, ho ricevuto risposte arroganti e offensive («quanto costano? Te le pago. Quanto devi avere...»)». E ancora: «Quella donna ha offeso la mia dignità di lavoratore».

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Giacchetti sostiene anche di aver rimediato delle ferite, al punto da farsi refertare da un medico appena arrivato a Napoli. Chi dice la verità? Spetta al magistrato chiarire, anche se le immagini allegate all'informativa di pg offrono alcuni spunti destinati a diventare decisivi. Proprio a partire dal secondo tentativo di aggressione che si consuma all'interno dell'aliscafo da parte dell'operatore ecologico: «Lo so dove ti devo venire a prendere - urla - ti uccido...»; con una serie di offese al cantante «...e alla razza tua...». Ma c'è un altro tassello decisivo in questa storia ed è ancora offerto da un video registrato da un cellulare. Al centro della scena c'è Fatima Trotta, che si rivolge con rabbia verso Giacchetti e pronuncia queste parole: «Senza fare niente... gli ha dato un pugno in faccia, senza fare niente... ma come c... ti permetti...». Assistita dal penalista napoletano Luigi Sena, anche la conduttrice napoletana è decisa ad andare fino in fondo, dicendosi pronta ad essere ascoltata in Procura dopo aver sporto denuncia. Testimoni, referti medici, immagini, spetta alla Procura di Napoli fare chiarezza su minacce e offese vomitate martedì scorso, a bordo dell'aliscafo Procida-Napoli.

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