Fedez, gli audio con lo psicologo dopo la scoperta del tumore. Il massmediologo Zamperini: «Va bene, ma...»

Fedez, gli audio con lo psicologo dopo la scoperta del tumore. Il massmediologo Zamperini: «Va bene, ma...»
di Valeria Arnaldi
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Lunedì 13 Giugno 2022, 05:30 - Ultimo aggiornamento: 12:01

Fedez ha pubblicato, su Instagram, gli audio dei suoi colloqui con lo psicologo alla scoperta del tumore. Nicola Zamperini, massmediologo, autore di “Manuale di disobbedienza digitale” (Castelvecchi), come valuta la scelta di una vita costantemente in vetrina?
«Mi pare in linea con i comportamenti che Fedez ha avuto nel recente passato. Rientra nel suo modo di condividere momenti e passaggi importanti della vita, inclusa la malattia appunto, con un pubblico molto ampio, per sentirne la partecipazione. La questione si complica se è una persona comune a decidere di adottare un simile atteggiamento».


Cosa può accadere?
«Non è scontato che le reazioni dei follower siano le stesse e che si sia in grado di gestirle. Potrebbero esserci silenzi. Sappiamo bene che le risposte ad alcuni post sono pari a zero, quindi si potrebbe non ricevere il conforto sperato. Oppure, ci potrebbero essere critiche. Fedez è un personaggio pubblico ed è allenato a fronteggiare tale tipo di situazioni, ma una persona comune potrebbe trovarsi in difficoltà».


Peraltro, è un ambito decisamente intimo ad essere stato portato allo scoperto.
«Sì, quello tra paziente e analista è uno dei momenti più intimi e personali, rientra in una linea di confine che ormai è stata abbondantemente superata. Nel corso degli ultimi anni, moltissime persone hanno rappresentato, sui social, porzioni di vita sempre più ampie».


E la privacy?
«Tempo fa, Mark Zuckerberg ha detto che il concetto di privacy ha assunto nuovi contorni, io in realtà mi domando se esista ancora».


L’esempio di Fedez può, in un certo senso, essere “rischioso”?
«Credo davvero che Fedez abbia condiviso i suoi audio in buona fede per dare forza a chi sta vivendo ciò che è capitato a lui. L’intenzione è buona, ma diventa rischiosa se viene imitata. Quanti si trovano in una situazione come quella che il cantante ha sperimentato possano trovare conforto nella sua condivisione ma, lo ripeto, adottare lo stesso comportamento, per di più in una condizione di fragilità come quella della malattia, può portare a risultati ben diversi».

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