In arrivo le prime dosi di vaccino antinfluenzale nelle farmacie della provincia di Frosinone, ma è boom di richieste

Sabato 17 Ottobre 2020 di Gianpaolo Russo

Arriva il vaccinoantinfluenzale ed è già boom di richieste. Da ieri anche le 160 farmacie della provincia di Frosinone hanno ricevuto le prime dotazioni. Diverse le modalità di erogazione del vaccino in base all’età anagrafica del paziente. Dai sei mesi ai 5 anni sarà gratuito e somministrato dai pediatri. Dai sei anni ai 17 sarà somministrato presso il centro vaccinale della Asl con quota di partecipazione, dai 18 ai 59 anni sarà possibile acquistarlo anche nelle farmacie a carico del cittadino al costo di 9 euro e 50 centesimi con obbligo di ricetta del medico.

Le ricette dovranno riportare il nome del vaccino (Vaxigrip Tetra 1 monodose da 0,5 ml, ndr).Quelle delle altre regioni non potranno essere accettate. Oltre i 60 anni il vaccino potrà essere somministrato solo ed esclusivamente dal medico curante.

Al momento le farmacie potranno solo vendere il vaccino, ma non iniettarlo anche se gli ordini dei farmacisti del Lazio hanno inviato una lettera alla Regione dicendosi pronti ad essere coinvolti anche nella somministrazione.

Ma intanto è giàboom di richieste di vaccini influenzali in provincia di Frosinone. Il dato, ancora provvisorio e in via di aggiornamento giorno dopo giorno, fa ben comprendere come la richiesta da parte dei ciociari sia enormemente impennata rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.

Le prime stime

«Al momento - afferma il presidente dell’ordine dei Farmacisti, Riccardo Mastrangeli - abbiamo una crescita di oltre il 300% di persone che ci hanno chiesto se vendevamo il vaccino. E’ evidente che l’effetto pandemia sta portando molte più persone di prima a vaccinarsi». Ma quante dosi sono arrivate in provincia? «Per ora qualche migliaia, sicuramente poche rispetto alle richieste. – continua Mastrangeli - In tutto il Lazio alle farmacie sono state distribuite 100 mila dosi».

Che consiglio date ai cittadini in merito alla questione vaccini? «Visto il periodo occorrerebbe fare una vaccinazione a tappeto per evitare che i prossimi sintomi influenzali siano scambiati per coronavirus. Immaginate cosa possa succedere tra un mese quando scoppierà l’influenza stagionale. Ognuno che avrà i classici sintomi di tosse, raffreddore o febbre cercherà di capire se si tratta di semplice influenza o coronavirus: il rischio è quello di intasare gli ambulatori dei medici, i pronti soccorso e i punti dove si fanno i tamponi. Con il vaccino anche se non si potrà escludere del tutto una caduta influenzale si potrà ridurre notevolmente il numero di persone che verranno colpite. Così solo chi avrà sintomi forti e febbre alta sarà portato a rivolgersi ai medici o agli ospedali per capire se sia affetto da Covid 19».

«Chiusura totale evitabile»

Anche voi farmacisti temete un nuovo lockdown? «Dipende da come reggerà il sistema sanitario. Ad oggi non sono per la chiusura totale, forse neanche delle scuole anche se potrebbero costituire la nascita di nuovi focolai per questo andrebbero regolamentate ed organizzate meglio sotto il profilo della razionalizzazione degli orari di entrata e di uscita e degli spazi. La chiusura totale si può evitare se si affronta questa emergenza con grandissimo senso di responsabilità. Mi rivolgo soprattutto ai giovani che devono adottare le misure anticontagio che da mesi vengono ripetute in continuazione».

Qual è il periodo migliore per vaccinarsi? «Prima lo si faè meglio è. Quindi il periodo migliore è proprio questo di fine ottobre-inizio novembre», conclude Mastrangeli.

Ultimo aggiornamento: 09:02 © RIPRODUZIONE RISERVATA