Maltempo, allarme pesci rossi nei bacini di Ugento, migliaia di carcasse lungo gli argini. Legambiente: «Scempio ambientale e sanitario»

Migliaia di carcasse di pesci rossi lungo gli argini dei bacini di Ugento, in provincia di Lecce, esondati all'inizio della scorsa settimana dopo che l'uragano mediterraneo si è abbattuto con violenza sulla provincia più a Sud della Puglia. Il bacino ugentino è esondato, inondando la zona circostante e quando l'acqua, alla fine, si è ritirata, ha lasciato a terra migliaia di pesci, morti asfissiati. Uno «scempio ambientale e sanitario - dice Maurizio Manna, di Legambiente -, una vera e propria emergenza. Ci sono persone che stanno spalando pesci morti dai loro campi, intorno al bacino di Rottacapozza sud».

Proprio a ridosso della piena, la Protezione civile era intervenuta a ributtare in acqua i pesci rimasti fuori, ma quell'isolato intervento non è bastato a evitare lo scempio di cui, oggi, parla Manna. Uno scempio che spinge gli addetti ai lavori, i residenti e gli agricoltori della zona a domandarsi anche come e perché questo tipo di pesci si trovino nelle acque dei bacini.