Aborto farmacologico. Le donne in piazza contro la delibera della Giunta Tesei:«Inalienabile il diritto all'autodeterminazione»

Domenica 21 Giugno 2020
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Un fiume rosso, come la passione con cui ognuna ha rivendicato la libertà di scegliere per se stessa, come il sangue con cui troppe donne hanno e stanno ancora pagando secoli di oscurantismo e patriarcato, come il fuoco che sono disposte ad appiccare per alzare le barricate e proteggere quei diritti che tanto faticosamente hanno conquistato. Si presentava così oggi, piazza IV Novembre a Perugia dove si è svolta la manifestazione contro la delibera della Regione Umbria che obbliga, anche nel caso dell'aborto farmacologico, ad un ricovero ospedaliero di tre giorni. Donne da tutta l'Umbria, e non solo, hanno espresso con forza il loro dissenso su una decisione che riporta il diritto all'autodeterminazione indietro di quasi mezzo secolo. "Ho le braccia stanche- recita il cartello sorretto da manifestante -per aver tenuto lo stesso cartello dal 1978". Da allora, quando fu approvata la legge 194 sull'aborto, le donne non hanno comunque mai smesso di combattere per affermare e rivendicare un diritto che dovrebbe essere intrinseco alla stessa natura umana, ovvero quello di decidere del proprio corpo e della propria salute. E oggi, ancora una volta, sono tornate a farlo. In una piazza gremita nonostante un violento temporale abbia costretto a posticipare di mezz'ora l'inizio della manifestazione, hanno sfilato donne di tutte le età al di là di qualsiasi colore, politico o religioso. Pacifiche, sicure e consapevoli che "questo sarà solo l’inizio -commenta Rosa della Ru2020-". Nei diversi interventi fatti a microfono durante la manifestazione infatti, sono state invocate future manifestazioni, una per ogni piazza, una per ogni regione e comunicata l'intenzione di una manifestazione nazionale che dovrebbe svolgersi sotto l'Aifa. Perchè come recita lo slogan intonato più volte in piazza "I diritti li vogliamo tutti!!" 

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