Più di 40 furti d'auto: sequestrati beni per un milione di euro al presunto ladro

Sabato 14 Maggio 2022

Tre immobili, un terreno ed una società che opera nel settore del commercio di veicoli, per un valore complessivo di circa un milione di euro, sono stati sequestrati dalla Polizia di Stato e dalla Guardia di Finanza di Foggia, in esecuzione di una misura di prevenzione patrimoniale, eseguita a carico di un pregiudicato di Cerignola. Il provvedimento è stato disposto dal tribunale di Bari-III sezione penale (misure di prevenzione), su richiesta del questore di Foggia, al termine di indagini eseguite dai due Corpi che hanno scandagliato la posizione patrimoniale dell'uomo, noto alle forze dell'ordine e ritenuto molto attivo sulla scena criminale della Capitanata.

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Più di 49 furti d'auto

Annovera, infatti, precedenti penali per estorsione e ricettazione, furto aggravato, truffa e falsità ideologica, interruzione di comunicazioni informatiche, associazione per delinquere finalizzata, tra l'altro, al riciclaggio ed ai furti: sono 49 gli episodi di furti di auto, per un controvalore di oltre 660mila euro, nei quali sarebbe stato coinvolto. Il destinatario della misura patrimoniale è da ritenersi, «persona socialmente pericolosa» per la legislazione antimafia, spiega Questura e Guardia di finanza, essendo coinvolto, a partire dal 1997, «in molti reati conclusi con condanne o richieste di rinvii a giudizio». Pur non essendo storicamente inquadrato in una organizzazione criminale organizzata, viene considerato «soggetto di notevole spessore criminale» da considerarsi comunque vicino, per i rapporti di parentela, ad alcuni esponenti del gruppo criminale Ditommaso, attivo soprattutto nel territorio di Cerignola.

Le indagini

Le indagini patrimoniali, estese ai familiari conviventi, avrebbero dimostrato, nel periodo compreso tra il 2007 e il 2020, la disponibilità diretta e indiretta di beni di valore sproporzionato rispetto ai redditi dichiarati, tanto da ritenere che siano stati il profitto di attività illecite o ne possano costituito il reimpiego. Alla luce dell'analisi dei flussi finanziari in entrata (fonti) e in uscita (impieghi), i beni mobili e immobili intestati al pregiudicato ed ai suoi familiari conviventi non hanno trovato giustificazione nelle modeste risorse economiche a disposizione, sufficienti per il solo sostentamento dell'intero nucleo familiare. Il giudice ha ritenuto che, vi sia una «sproporzione tra redditi e acquisti effettuati» e «una sostanziale continuità nell'attività delinquenziale, l'abitualità della commissione di delitti da parte del proposto e della lucrogenesi degli stessi nel senso che questo viva in tutto o in parte con i relativi proventi». Al termine dell'udienza fissata dal Tribunale per la discussione sul merito della proposta di sequestro anticipato, il provvedimento potrà essere revocato o confermato con la confisca.  

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