Amianto e rifiuti speciali nel Parco del Gargano: «Volevano costruirci sopra un B&b». Sei arresti

Martedì 18 Febbraio 2020
I carabinieri del Nucleo operativo ecologico (Noe) di Bari e del Comando provinciale di Foggia hanno eseguito un'ordinanza di custodia cautelare in carcere a carico di sei persone accusate di aver illecitamente smaltito rifiuti pericolosi e non, riempiendo avvallamenti naturali presenti all'interno dell'area protetta del Parco nazionale del Gargano.

L'ordinanza è stata emessa dal gip del tribunale di Bari su richiesta dei pm Renato Nitti e Marco D’Agostino - Direzione distrettuale antimafia (Dda). Gli arrestati, secondo gli inquirenti, avrebbero voluto realizzare un bed and breakfast sulla distesa di amianto smaltito illecitamente in un'area di circa 11mila metri quadrati, in agro di Manfredonia (Foggia, località Conte di Troia, non lontano dalla chiesa di Santa Maria di Siponto). Assieme all'amianto, sono state ritrovate circa 70 tonnellate di altri rifiuti speciali costituiti da inerti da demolizione.

Con l’accusa di traffico illecito di rifiuti speciali i Carabinieri del Noe di Bari con i colleghi del comando provinciale di Foggia, hanno arrestato sei persone, i titolari di tre società di Manfredonia e Vico del Gargano (una edile e due di trasporti), il proprietario del suolo e due autotrasportatori. Grazie a video, intercettazioni e rilievi fotografici, gli investigatori hanno ricostruito quanto accaduto fra il 2017 - quando l'indagine è partita come costola di un'inchiesta su un omicidio a San Marco in Lamis - e il giugno 2019 e oggi, contestualmente agli arresti, i militari hanno eseguito il sequestro preventivo dell’area adibita a discarica abusiva e dei tre automezzi utilizzati per i conferimenti illeciti, del valore complessivo di circa 300mila euro. Complessivamente sono indagate otto persone fisiche (i sei arrestati e altri due proprietari di suoli) e la società edile.  © RIPRODUZIONE RISERVATA