Rapine a tir e portavalori anche con armi da guerra, blitz a Cerignola: 17 arresti

Rapine a tir e portavalori anche con armi da guerra, blitz a Cerignola: 17 arresti
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Giovedì 3 Novembre 2022, 08:21 - Ultimo aggiornamento: 17:41

La Polizia di Stato ha eseguito all'alba, con l'impiego di centinaia di agenti, una serie di arresti nel comune di Cerignola (Foggia) a carico di diverse persone ritenute responsabili dei reati di rapine pluriaggravate ai danni di furgoni portavalori e dei reati fine di rapina in concorso, detenzione e porto illegale in luogo pubblico di armi, anche da guerra, violenza privata e riciclaggio, ricettazioni e sequestro di persona.

Il gruppo criminale metteva a segno rapine a portavalori organizzate secondo un articolato schema operativo "marcatamente paramilitare". Dietro ogni assalto c'era un'accurata pianificazione, a cui partecipavano oltre 10 persone con ruoli ben definiti in ogni fase dell'azione. Gli assalti finiti al centro dell'indagine sono stati eseguiti con auto, mezzi pesanti e mezzi d'opera provento di furti, consumati da fiancheggiatori dell'associazione. Nel corso delle azioni criminali sono state utilizzate armi di vario calibro, selezionate a seconda dell'obiettivo da colpire, tra le quali armi da guerra come i kalashnikov.

Le indagini

Le indagini, condotte dalle Squadre Mobili di Bari e Foggia, in collaborazione con le Squadre di polizia giudiziaria del Compartimento Polizia Stradale Puglia, sotto il coordinamento dello Sco della Dca, e dirette dalla procura di Foggia, sono partite da un assalto a un furgone portavalori messo a segno nel luglio 2020. Sono 17 gli arrestati, tutti di estrazione cerignolana e barese, indiziati di appartenere o essere fiancheggiatori di una spietata associazione per delinquere, finalizzata alla commissione di un numero imprecisato di delitti contro il patrimonio e in particolare di rapine pluriaggravate ai danni di furgoni portavalori, ovvero adibiti al trasporto di merce di ingente valore economico e dei reati fine di rapina in concorso, detenzione e porto illegale in luogo pubblico di armi, anche da guerra, violenza privata e riciclaggio, ricettazioni e sequestro di persona.

Veicoli incendiati per guadagnare la fuga

Le azioni criminali venivano commesse anche mediante l'impiego di disturbatori di frequenza i cosiddetti jammer, per inibire le comunicazioni via radio e smartphone, al fine di impedire i contatti con le sale operative delle Forze dell'ordine e delle ditte di trasporto. Gli appartenenti al sodalizio criminale, per ostacolare o ritardare la reazione da parte delle forze di Polizia e guadagnare più facilmente la fuga, solitamente bloccavano la viabilità con veicoli incendiati.

I complimenti del ministro

“Complimenti alla Polizia di Stato per l’operazione condotta a Cerignola con il coordinamento della locale Procura che ha portato all’individuazione di alcuni soggetti ritenuti responsabili di assalti a furgoni portavalori”, ha dichiarato il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, sottolineando “l’impegno straordinario di magistratura e forze di polizia in tutta la provincia foggiana per contrastare l’aggressione criminale e ripristinare la legalità, dando una forte risposta alle richieste di sicurezza delle comunità locali”.

Il prefetto Francesco Messina, direttore centrale anticrimine della Polizia di Stato, sottolinea che «gli odierni esiti d’indagine si aggiungono ad alcune operazioni recentemente concluse dal servizio centrale operativo e dalle squadre mobili  che hanno permesso di disarticolare gruppi criminali composti da pregiudicati foggiani e baresi, dediti stabilmente alla consumazione di tali gravissimi reati. Il contrasto all'azione delle organizzazioni criminali, tutte stanziate in Puglia e specializzate negli assalti a furgoni portavalori, a Tir che trasportano tabacchi lavorati esteri e caveau di società di vigilanza privata, in tutto il territorio nazionale, costituisce da oltre 3 anni un obiettivo strategico della Direzione Centrale Anticrimine della Polizia di Stato». 

Messina ricorda che nel «negli ultimi mesi “sono state arrestate 71 persone e più di 30 sono state denunciate grazie alle indagini che hanno riguardato 11 episodi di tentata rapina, 3 rapine consumate e un furto aggravato avente ad oggetto sportelli bancomat”. Nel corso degli accertamenti sono stati sequestrati “5 fucili mitragliatori Kalashnikov, 1 fucile a pompa e 5 pistole”, riferisce il prefetto spiegando che “non di rado, dalle indagini sono emerse co-interessenze tra gli arrestati e clan operanti nell’ambito della cosiddetta quarta mafia”. Messina ricorda “tra le più significative attività di repressione, l’operazione conclusa nel luglio 2020 a Brindisi, con l’arresto di 9 persone, l’operazione conclusa nel marzo 2021 a Novara, con l’arresto di 7 persone, l’Operazione conclusa nel giugno 2021 a Modena, con l’arresto di 5 persone, l’operazione conclusa nel marzo 2021 a Brescia, con l’arresto di 31 persone e – da ultimo – l’operazione conclusa nello scorso mese di ottobre ad Avellino, con l’arresto di 4 persone, tra cui un latitante colpito da un provvedimento di custodia cautelare per associazione di tipo mafioso».

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