Torna la processione della pioggia: 135 anni fa il miracolo che sconfisse la siccità

Torna la processione della pioggia: 135 anni fa il miracolo che sconfisse la siccità
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Martedì 14 Maggio 2024, 12:32

Torna il pellegrinaggio-processione della pioggia per rievocare il miracolo del 1889 avvenuto a Pietramontecorvino, in provincia di Foggia. Una “grazia” attribuita, secondo la tradizione, al patrono Sant’Alberto che sconfisse la siccità e dissetò i campi. E giovedì 16 maggio si terrà il 135esimo pellegrinaggio per ricordare l'evento attraverso l'usanza dei pali: fusti d'albero di venti metri addobbati e portati a braccia per sette chilometri.

La storia

Dal 1889, ogni 16 maggio, gli abitanti di Pietramontecorvino si recano in processione-pellegrinaggio percorrendo i 7 chilometri che separano il paese dall’antico Castrum medievale di Montecorvino.

Lo fanno per onorare il patrono Sant’Alberto Normanno che, 135 anni fa, compì il miracolo della pioggia, dissetando i campi inariditi dalla siccità. L’antica tradizione, infatti, nasce da un bisogno vitale, quello di sconfiggere la tremenda siccità che nel 1889 mise a rischio il ciclo delle colture e, con esso, la possibilità delle famiglie petraiole di avere il necessario per sfamarsi. La leggenda vuole che Sant’Alberto Normanno apparve in sogno a due donne e disse loro che, per alleviare la sete dei campi, il popolo avrebbe dovuto compiere un pellegrinaggio penitenziale fino alla vicina Montecorvino. Al ritorno dal cammino di preghiera le nuvole riversarono sui campi la pioggia tanto agognata. Di lì a qualche mese, i raccolti furono i più generosi di sempre.

E quindi giovedì prossimo, per il 135esimo anno, sarà rinnovata la tradizione. La processione-pellegrinaggio partirà alle 8 del mattino da largo Rosario, dopo la benedizione dei pali. Dal borgo, una lunga fila di donne, uomini e bambini si mette in cammino. Centinaia di persone sono precedute da altissimi pali, fusti d’albero addobbati con fazzoletti variopinti che vengono portati a braccia, eretti, con l’aiuto di lunghe funi. Il pellegrinaggio diventa una carovana di colori che, grazie all’altezza e al corredo di scialli dei pali, rende visibile il suo incedere anche a molti chilometri di distanza. Nel mezzo, tra i pali e il popolo dei fedeli, c’è la statua del santo che unisce tre paesi: all’evento partecipano gruppi di fedeli provenienti da Motta Montecorvino, Volturino, Pietra e da molte città d’Italia dove risiedono le comunità di emigranti dei rispettivi borghi. I partecipanti, a piedi, percorrono i sette chilometri che separano Pietramontecorvino dal sito archeologico di Montecorvino. Per arrivare lassù, ai piedi di una maestosa torre, devono camminare in mezzo alla campagna, attraversando il mare verde dei campi di grano ancora fresco.

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