Sprechi all'Istituto zooprofilattico: cinque alti funzionari condannati a risarcire un milione di euro

Lunedì 21 Ottobre 2019
Dovranno restituire all'Erario un milione di euro. E' questa la condanna inflitta dalla Corte dei Conti a cinque persone, fra presidenti e dirigenti pro tempore, dell'Istituto Zooprofilattico di Foggia, dopo gli accertamenti della Guardia di Finanza, accertamenti avviati a settembre del 2015.

L'indagine ha riguardato l'affidamento della gestione dell'Anagrafe e Movimentazioni animali da allevamento e dell'Osservatorio epidemiologico veterinario regionale a una società di servizi informatici di Foggia, nonostante le rispettive convenzioni quinquennali, del settembre 1998 e del febbraio 2000, fossero scadute.

La GdF ha appurato che, scadute le due convenzioni, l'ente nel periodo 2006-2014 con determinazioni dirigenziali aveva provveduto a prorogare l'affidamento, la manutenzione e la gestione delle due banche dati a favore della stessa società di servizi informatici, per un costo complessivo di circa 494mila euro all'anno.

Nel 2015 i nuovi vertici dell'Istituto, rilevato che il prodotto informatico era obsoleto e il costo eccessivo, hanno acquistato un applicativo più performante, spendendo 355mila euro una tantum, e assumendo due tecnici informatici al costo annuale di 78mila euro. Le fiamme gialle hanno quindi appurato che, se questa decisione fosse stata presa già nel 2006, i costi si sarebbero sensibilmente ridotti. Da qui, la decisione dei giudici contabili.  © RIPRODUZIONE RISERVATA