Nomine Asp e l'inchiesta per presunta corruzione: chiesta l'archiviazione per Emiliano

Giovedì 24 Settembre 2020 di Vincenzo DAMIANI
Le accuse nei confronti del governatore Michele Emiliano stanno per cadere, la Procura di Foggia ha chiesto l'archiviazione per il presidente della Regione Puglia, ora l'ultima parola spetterà al giudice delle indagini preliminari. Emiliano era accusato dagli inquirenti foggiani di corruzione, reato contestato in concorso con Angelo e Napoleone Cera, padre e figlio rispettivamente ex parlamentare e consigliere regionale pugliese dell'Udc, e dell'assessore regionale uscente al Welfare, Salvatore Ruggeri. La richiesta di archiviazione, a firma del pm Marco Gambardella, riguarda anche i tre co-indagati.

L'ipotesi di reato faceva riferimento alla nomina, in realtà mai avvenuta, del commissario dell'Asp (l'Azienda pubblica di Servizi alla Persona) Castriota e Corropoli di Chieuti.
Emiliano era sospettato di aver acconsentito, in termini di sola promessa perché il decreto di nomina non fu mai firmato, «a rinunciare - spiegava la Procura - ad una autonoma valutazione e a una imparziale comparazione degli interessi in gioco, con particolare riferimento alla individuazione del soggetto maggiormente idoneo a svolgere le funzioni di commissario dell'Asp, nonché ad utilizzare la propria discrezionalità per assecondare interessi di parte e non esclusivamente l'interesse della pubblica amministrazione, per ricevere una ipotizzata utilità consistente nell'appoggio elettorale, 1.700/2.000 voti, e la presentazione di liste di candidati a supporto dei Cera a vantaggio del candidato sindaco di San Severo, Francesco Miglio, vicino al presidente della Regione».

L'assessore Ruggeri era accusato di aver fatto da tramite tra i Cera e Emiliano. Il procedimento va avanti per le altre ipotesi di reato contestate ai Cera, al direttore generale della Asl di Foggia Vito Piazzolla e alla consigliera comunale di Manfredonia, Rosalia Immacolata Bisceglia, nei confronti dei quali si ipotizzano, a vario titolo, i reati di voto di scambio, abuso d'ufficio, induzione indebita a dare o promettere utilità e tentata concussione. «Ho dedicato tutta la mia vita alla difesa della legalità ha commentato Emiliano - prima da magistrato, poi da sindaco e ora da presidente di Regione. Ricoprendo ruoli istituzionali è inevitabile essere sottoposti a verifica da parte della magistratura. E proprio in quel lavoro della magistratura sta la garanzia di tutti i valori in cui credo. Ecco perché invito tutti ad avere fiducia nella giustizia». La richiesta di archiviazione per il presidente della Regione è stata depositata il 22 settembre, il giorno dopo le elezioni. Secondo il legale di Emiliano, l'avvocato barese Gaetano Sassanelli, «la Procura ha intenzionalmente atteso il voto per depositare la richiesta di archiviazione per evitare che fosse strumentalizzata a fini elettorali e per evitare che influenzasse il voto».

L'accusa rivolta a Emiliano dalla Procura foggiana era stata già smontata dal giudice delle indagini preliminari, che scriveva: «Vi è un'assenza di collegamento tra l'appoggio elettorale e la nomina del commissario dell'Asp». In sostanza, il gip riteneva che non ci fosse stato alcuno scambio o, quantomeno, non ci fosse la prova. Per questo motivo rigettò, per questo capo di imputazione, la richiesta di arresto per i due Cera. La Procura di Foggia presentò ricorso ma il Riesame rigettò. L'accusa si sorreggeva sulle intercettazioni telefoniche: «Quell'Asp la voglio io, visto che non ho preso un cazzo di niente», diceva Napoleone Cera al telefono. Nell'ordinanza veniva prima riportato un sms che Emiliano inviava il 5 marzo ad Angelo Cera (Mi raccomando a San Severo) e poi un dialogo intercorso il 6 marzo tra Napoleone Cera e il presidente, con il primo che informa il governatore che «Ruggeri dovrebbe portare una cosa in giunta», cioè «l'Asp di Chieuti». Emiliano si limitava a rispondere con un laconico «va bene». Ultimo aggiornamento: 11:54 © RIPRODUZIONE RISERVATA