Estorsione, titolare di un bar costretto a dare bevande e alimenti gratis: arrestati due fratelli

Estorsione, titolare di un bar costretto a dare bevande e alimenti gratis: arrestati due fratelli
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Venerdì 28 Ottobre 2022, 12:06 - Ultimo aggiornamento: 14:31

Titolare di un bar costretto a dare bevande e alimenti gratis: arrestati due fratelli. A fine gennaio scorso avrebbero costretto i titolari di un bar di Foggia a somministrare loro alimenti e bevande gratuitamente, con l'obiettivo di imporre la propria presenza mafiosa, desumibile nel caso specifico, dalla frase «Qua comandiamo noi», intercettata dagli investigatori.

L'operazione

Per i carabinieri del Nucleo investigativo del comando provinciale si tratta di estorsione in concorso aggravata dal metodo mafioso. L'ipotesi investigativa è stata formulata dalla Direzione distrettuale antimafia di Bari e condivisa dal gip del Tribunale del capoluogo pugliese che ha emesso l'ordinanza di custodia cautelare in carcere nella quale si delinea proprio il tenore mafioso dell'azione. Gli investigatori hanno scoperto l'episodio durante le indagini sviluppate in occasione dei diversi attentati dinamitardi, di presumibile matrice mafiosa, verificatisi nel capoluogo dauno all'inizio del gennaio scorso. Si tratta di due fratelli ventenni, già noti alle forze dell'ordine, figli tra l'altro di un pregiudicato ritenuto appartenente alla "Società foggiana", la malavita della città, e precisamente alla batteria "Moretti-Pellegrino-Lanza", attualmente detenuto in carcere per un'altra operazione antimafia, eseguita sempre dalla Dda di Bari e dal Nucleo Investigativo dei carabinieri di Foggia.

Facendo leva sulla propria caratura criminale e sul contesto ambientale e puntando sull'omertà e sulla reticenza, i due indagati avrebbero agito sullo stato di sottomissione psicologica delle vittime. In questo modo avrebbe determinato la paura di subire violenze e ritorsioni evocando la esistenza di gruppi criminali capaci di realizzare forme di assoggettamento e controllo del territorio e delle attività di impresa. Ancora una volta, indagini tradizionali e investigazioni tecniche hanno consentito agli inquirenti di riscontrare un'azione criminale, ritenuta di matrice mafiosa. Infatti, le vittime dell'estorsione, ad un certo punto, hanno addirittura pensato di chiudere il proprio locale, cosa tra l'altro fatta seppur temporaneamente, e di trasferirsi altrove, pur di sfuggire dalla morsa criminale. I due fratelli ora si trovano in carcere a Foggia, in attesa dell'interrogatorio di garanzia. 

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