Bombe, estorsioni, rapine e tentato omicidio. Blitz a Foggia: 16 arresti

Bombe, estorsioni, rapine e tentato omicidio. Blitz a Foggia: 16 arresti
Dopo i giorni della paura, la risposta dello Stato. Nell’ambito di cinque distinte inchieste sono scattati stamani 16 arresti. Nella rete della Procura e delle forze dell’ordine i presunti responsabili di attentati incendiari a danno di esercizi commerciali di Foggia, estorsioni, rapine, armi e tentato omicidio. Quattro foggiani, ritenuti legati al clan Moretti, sono stati arrestati per aver progettato un agguato sventato dieci giorni fa ai danni di un pregiudicato foggiano.
C’è anche Rocco Moretti junior figlio e nipote dei boss ritenuti a capo dell’omonimo clan della ”Società”. Secondo l’accusa il 21enne sarebbe il mandante del tentativo di estorsione collegato alla bomba esplosa il 7 gennaio scorso davanti alla profumeria “Gattullo” di via Lecce. A piazzarla materialmente, sostengono gli inquirenti, sarebbe stato Davide Monti di 25 anni, anch’egli raggiunto da ordinanza di custodia cautelare. Rocco Moretti junior - secondo la Procura -  nei giorni successivi avrebbe avvicinato un partente del commerciante rivendicando di essere stato lui a piazzare l’ordigno e pretendendo una tangente, altrimenti avrebbe fatto chiudere le tre profumerie gestite in città dalla famiglia Gattullo.
La polizia ha inoltre identificato ed arrestato Abramo Procaccini, 23 anni, quale esecutore materiale del doppio incendio doloso alla Friggitoria “Mordi e Gusta”, intimidazioni avvenute il 4 ed il 6 gennaio che causarono ingenti danni al locale. In questo caso, ipotizza l’accusa, l’incendio non sarebbe collegato a richieste estorsive. Altri quattro arresti, su ordinanza del Gip, hanno colpito, invece elementi legati al clan Moretti accusati di tre tentativi di omicidio, avvenuti tra il 16 e il 26 gennaio ai danni essenzialmente di due fratelli Gioacchino e Antonello Frascolla. Si tratta di Gianfraco Bruno 40 anni detto il “Primitivo” ritenuto il mandante, il nipote Antonio Bruno di 21, Antonio Carmine Piscitelli di 36 e Giuseppe Ricco di 55 anni di Margherita di Savoia, legato al clan camorristico della famiglia Panico. Questi ultimi tre erano già stati arrestati in flagranza di reato la mattina del 26 gennaio scorso per il possesso di una pistola che avrebbero utilizzato per l’agguato fallito. La vendetta sarebbe collegata all’omicidio di Rodolfo Bruno - cognato e padre di Gianfranco e Antonio Bruno - ucciso in un agguato di mafia il 15 novembre scorso alla periferia di Foggia.
La Commissione antimafia a Foggia. Venerdì sarà a Foggia Nicola Morra, presidente della Commissione parlamentare Antimafia. Con lui i parlamentari Marco Pellegrini e Paolo Lattanzio (M5S), Luigi Vitali (FI) e Teresa Bellanova (PD). Una visita preparatoria per la missione ufficiale della commissione Antimafia da svolgere in tempi brevissimi.
Il procuratore capo. Il numero 1 della procura foggiana, Ludovico Vaccaro, ha commentato così i risultato dell’operazione: «È arrivata la risposta dello Stato. Una risposta corale, frutto della sinergia tra Polizia di Stato, Carabinieri e Guardia di Finanza. Tra le altre cose, grazie alle attività di intercettazioni in corso, abbiamo sventato un tentativo di omicidio».
Il presidente della Regione. Per Emiliano si tratta di «un risultato straordinario che ha permesso di garantire alla giustizia frange importanti della criminalità organizzata».
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Martedì 5 Febbraio 2019 - Ultimo aggiornamento: 18:25