In Puglia 407 pazienti (+87 i nuovi positivi). Dato corretto a tarda sera: un decesso. Primi casi a Gallipoli e P.Cesareo. A Taranto positivo il primario otorino del Moscati Martedì 17 Marzo 2020

Salgono a 407 i casi di Covid-19 in Puglia. Oggi (17 marzo) sono stati oltre 500 i test effettuati, di questi - secondo il bollettino della Regione Puglia -  ne sono risultati positivi 87, in base all'aggiornamento della Regione successivo alle ore 22. Il laboratorio di microbiologia e virologia dell’istituto zooprofilattico di Foggia oggi, per la prima volta, ha processato 120 campioni provenienti dalla Asl di Brindisi e dalla Asl di Taranto. Di questi, sono risultati negativi 107 e positivi 13. I casi positivi sono così suddivisi:
11 nella provincia di Brindisi;
2 nella provincia di Taranto.
 
Un uomo di 95 anni, con patologie pregresse e già risultato positivo a Covid, è deceduto oggi nell’Ospedale Moscati di Taranto.
 
Questi i dati delle altre province:  
35 in Provincia di Bari;
14 in Provincia Bat;
18 in Provincia di Foggia
7  in Provincia di Lecce.

I Dipartimenti di prevenzione delle Asl hanno attivato tutte le procedure per l'acquisizione delle notizie anamnestiche ed epidemiologiche, finalizzate a rintracciare i contatti stretti.

NUOVI CASI TRA I MEDICI A TARANTO E BRINDISI
A Taranto la conferma arriva dalle analisi: positivo al tampone il primario di Otorinolaringoiatria dell'ospedale "Moscati" di Taranto, Giuseppe Caracciolo. Primo caso positivo anche a Mottola. A Brindisi positivi due medici dell'ospedale Perrino: un cardiologo e una dottoressa del reparto di Medicina.

PRIMO POSITIVO A GALLIPOLI
Primo caso a Gallipoli. L'ha scritto il sindaco Stefano Minerva sulla sua pagina facebook poco dopo le 14,30: "Mi è stato appena comunicato ufficialmente dall'ASL: c'è il primo tampone risultato positivo al COVID-19 a Gallipoli. Intendo però rassicurare tutti voi che si tratta di una persona che non lavora a Gallipoli, che stava già in quarantena e che è ora sotto osservazione. La famiglia è stata già isolata e l'ASL ha già monitorato tutti i contatti. Questo però non ci deve spaventare ed a maggior ragione ora vi chiedo di rispettare le regole e di stare a casa. Non lasciate le vostre abitazioni se non strettamente necessario. Dipende da noi".

PORTO CESAREO: RICOVERATA UNA DONNA
Primo caso anche a Porto Cesareo. Scrive il sindaco Salvatore Albano: "Abbiamo un caso di contagio anche a Porto Cesareo. Si tratta di una donna sta discretamente bene è ricoverata e sono stati messi in quarantena tutti coloro che sono stati a contatto con lei". Poi l'invito o meglio il grido, forte e duro, a rimanere a casa del sindaco Albano. "Sembriamo degli zombi a cui non importa nulla del domani. Troppa gente in giro a far nulla, troppe signore al supermercato, troppi vecchietti che gironzolano per il paese o seduti a prendere il sole vicino al mare. Troppe parole al vento: state a casa. Dovete rimanere a casa e mettere il piede fuori dall'uscio solo se strettamente necessario. Se ci tenete alla incolumità della vostra famiglia prendete tutte le precauzioni e rispettate le regole perché potreste essere voi la fonte di contagio dei vostri cari, dei vostri figli, dei vostri genitori, dei vostri amici".
 

DUE CASI ASAN PIETRO
Due nuovi casi di contagio da coronavirus nel Salento. Si tratta di due cittadini - padre e figlia - di San Pietro in Lama, piccolo comune nel Nord della provincia. Il Servizio igiene e sanità pubblica della Asl di Lecce, infatti, ha informato il sindaco Vito Mello dei due casi di contagio da coronavirus, due persone che al momento sono ricoverate in ospedale. Le persone che hanno avuto diretto contatto con i due pazienti sono ora in quarantena. 

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«Ritengo fondamentale attenersi scrupolosamente alle disposizioni emanate dagli organi di Governo e dalla Regione - scrive il primo cittadino - . Sono consapevole dei sacrifici che ci vengono richiesti ma ognuno deve fare la sua parte nell'osservare i comportamenti che contribuiscono a contenere il contagio. Le persone più anziane e fragili non escano di casa. Sarà nostra cura tenervi informati».

Intanto desta preoccupazione la situazione del personale sanitario degli ospedali, che conta già diversi contagi. Dopo il caso di medici e infemieri a Copertino, il contagio accertato del direttore della Radiologia della Cittadella della Salute di Lecce, Luigi Quarta e di un’operatrice socio sanitaria della Geriatria dell’Ospedale di Copertino, risulta positiva al tampone anche una infermiera del reparto Malattie infettive dell'ospedale di Lecce. Nello stesso reparto, erano risultati positivi due medici, così che è stata disposta la quarantena per diverse persone, depauperando il personale in corsia. 

Il prezzo più alto l’ha pagato l’ospedale di Copertino che è stato chiuso per sanificazione dopo che si è sviluppato un focolaio di infezione che ha determinato 21 casi positivi tra operatori sanitari e pazienti, oltre a 170 persone in quarantena, con le equipe di interi reparti fuori gioco. E in questa situazione i sindacati puntano i piedi affinché non si trasferisca il personale dell’Ospedale di Copertino in altri presìdi. In realtà i sindacati continuano a chiedere i diritti del “tempo di pace”, mentre ora siamo in “tempo di guerra”. Intanto i segretari Floriano Polimeno (Fp Fgil Lecce), Fabio Orsini (Cisl Fp Lecce), Antonio Tarantino (Uil Fpl Lecce), Vincenzo Gentile (Fials Lecce), Francesco Perrone (Fsi Usae Lecce), Antonio Piccinno (Rsu Asl Lecce), hanno chiesto la quarantena e il tampone per tutti i dipendenti dell’Ospedale di Copertino.

Operatori sanitari infettati per carenza di dispositivi di protezione individuale, nell’Asl di Lecce come in tutta la Regione, come perché in tutta Italia. Il coronavirus ha messo alle corde l’Italia e in generale l’Europa che si è scoperta dipendere dalla produzione di questi Dpi fatta in Cina. Il sistema industriale italiano non riteneva conveniente la produzione di questi articoli per la concorrenza dei Paesi come la Cina che propongo prezzi insostenibili per gli imprenditori occidentali. Questa epidemia ha messo tutti di fronte al fatto che non si può ragionare solo con i numeri, ma tornare indietro non è facile. Emiliano ha affermato che la Puglia sostiene l’imprenditorialità e, quindi, anche chi eventualmente intende riconvertire la sua produzione.

Ultimo aggiornamento: 18 Marzo, 18:23 © RIPRODUZIONE RISERVATA