Coronavirus, in Puglia 19 casi positivi e c'è il secondo morto
Contagi nel Foggiano: la Procura apre l'inchiesta

Giovedì 5 Marzo 2020
Era di Peschici ed era un operaio in pensione l'uomo di 76 anni morto ieri a San Giovanni Rotondo e che è la seconda vittima pugliese risultata positivo al Coronavirus. «L'uomo - afferma il primo cittadino di Peschici Franco Tavaglione - aveva un quadro clinico compromesso, era cardiopatico e diabetico. Due, tre giorni fa ha avuto una forte crisi. Ed è stato immediatamente trasportato in elisoccorso all'ospedale di San Giovanni Rotondo, dove è stato ricoverato nel reparto di geriatria»
. Attualmente informa Tavaglione sono stati messi in isolamento fiduciario il personale sanitario del 118 di Peschici entrato in contatto con il pensionato, il medico di base e i familiari«. I figli dell'uomo vivono tra la Germania e Peschici. Proprio una delle figlia recentemente era stata in Germania a far visita ad alcuni parenti per poi ritornare in Puglia 15 giorni fa.
Salgono così a 19 i casi di contagio da coronavirus in Puglia. I nuovi casi registrati nella giornata di giovedì sono cinque: oltre all'uomo deceduto, anche il medico dell'ospedale di Copertino, la moglie del 58enne di Aradeo, un barese che era già in quarantena da dieci giorni perché era rientrato in Puglia da una regione del nord Italia con focolai, e un altro foggiano.

Aradeo, c'è anche la moglie del 58enne E nel Salento sono 400 in quarantena

La Procura della Repubblica di Foggia ha aperto un'inchiesta conoscitiva (modello 45), senza ipotesi di reato, in merito ai fatti accaduti a San Marco in Lamis, nel Foggiano, dove è deceduto un 75enne risultato positivo al coronavirus dopo i funerali che si sono svolti alla presenza di centinaia di persone, alcune delle quali già sottoposte a quarantena. L'emergenza riguarda l'area tra San Marco in Lamis e San Nicandro Garganico, per la quale ieri il governatore della Puglia, Michele Emiliano, ha detto di temere che possa scoppiare un focolaio, come accaduto in Lombardia, e per questo motivo ha chiesto al governo Conte di far scattare la «zona rossa» per limitare i contagi. 

«Si tratta di una sorta di pre-inchiesta - spiega il procuratore Ludovico Vaccaro - che al momento non ha ipotesi di reato né indagati. Si tratta di una inchiesta per accertare i fatti ed è di natura conoscitiva». Il procuratore fa riferimento alle affermazioni di Emiliano che nel corso della conferenza stampa di ieri ha parlato di «errore catastrofico» da parte di «un medico legale» che avrebbe rilasciato la salma per i funerali prima di conoscere l'esito del tampone. «Aspettiamo di avere gli esiti degli accertamenti effettuati dagli inquirenti prima di poter parlare di una ipotesi di reato». Ultimo aggiornamento: 6 Marzo, 13:19 © RIPRODUZIONE RISERVATA