Con una corda si toglie la vita: un altro suicidio nel carcere di Foggia

Giovedì 12 Maggio 2022

Un detenuto di origini baresi di 62 anni, che stava scontando una pena per maltrattamenti in famiglie e sarebbe uscito nel 2027, si è tolto la vita nel carcere di Foggia. Ne dà notizia il sindacato della polizia penitenziaria Sappe. L'uomo si è  tolto la vita attorno alle 5 del mattino, impiccandosi con una rudimentale corda, che ha appeso alla finestra della propria stanza.

Il Sappe sottolinea che il detenuto aveva poche chance di essere salvato, «nonostante la professionalità,  il coraggio, e l’abnegazione  dei poliziotti di Foggia, perché a quell'ora è in servizio un solo agente che deve gestire  più sezioni detentive e non può essere contemporaneamente in ogni luogo».

 Agente penitenziario uccide la moglie e figlie, poi chiama i carabinieri e si uccide

Da qui, la denuncia sul sovraffollamento cronico di cui soffrono le carceri italiane e quelle pugliesi in particolare. «Da mesi se non anni, il Sappe, sindacato autonomo polizia penitenziaria - si legge in una nota - denuncia la grave situazione di sovraffollamento del carcere di Foggia  che è arrivato più del 170% dei posti disponibili, nonostante i gravi eventi che due anni fa hanno portato all’evasione di 73 detenuti, a cui si contrappone la grave carenza di poliziotti che devono gestire più posti di servizio contemporaneamente. Da allora nessun intervento, anzi le cose sono peggiorate con il personale di polizia penitenziaria sempre di meno, sempre più stanco e vecchio. Tutto ciò  costringe i poliziotti a lavorare per 8-12 ore continuative  con carichi di lavoro massacranti».

 

© RIPRODUZIONE RISERVATA