Incendio nella baraccopoli: muore un migrante. E' la quarta vittima in pochi mesi

Venerdì 12 Giugno 2020
L'incendio scoppiato questa mattina, all'alba, a Borgo Mezzanone, in provincia di Foggia, ha provocato una vittima: si tratta di uno dei migranti che vivono nel ghetto, abusivo, sorto nella zona e dove vivono centinaia di persone. Il morto non è stato ancora identificato: si tratta della quarta vittima in un anno e mezzo.

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Le fiamme - dalle prime notizie raccolte - hanno avvolto un’abitazione di fortuna che si trova in una zona piuttosto isolata. «Il Governo, incurante e indifferente al nostro dolore, ha deciso di non affrontare i padroni della filiera agricola: i giganti del cibo, che sacrificano la nostra vita per profitto. Abbiamo convocato un’assemblea dei lavoratori oggi a Borgo Mezzanone perché non possiamo accettare che si muoia così»: con queste parole ha commentato l'accaduto, dal suo profilo Facebook, Aboubakar Soumahoro dell’Usb.

«L'ennesima tragedia a Borgo Mezzanone, l’ennesima vita di un lavoratore straniero persa nel rogo della propria baracca dopo che un simile evento si era verificato poco più di un mese fa, sono la fotografia di come il mercato delle braccia servente all’agricoltura prosegua prescindendo dall’impegno quotidiano delle associazioni, dei sindacati, da norme che dovrebbero spingere alla regolarizzazione e all’emersione». Lo affermano i segretari generali della Cgil Puglia, Pino Gesmundo, e della Flai Cgil Puglia, Antonio Gagliardi. «L'esistenza stessa del ghetto - proseguono - certifica il ruolo e il peso che ancora esercitano i caporali. È la ragione per cui abbiamo sempre denunciato come il fenomeno può essere vinto solo se aggredito complessivamente, intervento sull'intermediazione di manodopera, sull'accoglienza, sul servizio di trasporto». «A chi in modo propagandistico e semplicistico invoca sgomberi - aggiungono - ricordiamo come Borgo Mezzanone o altri ghetti sono la dimostrazione che quella massa di lavoratori immigrati senza alloggio impiega pochissimi giorni a far sorgere altrove insediamenti simili. È evidente come sono insostenibili quelle condizioni, ma le istituzioni tutte - dal Governo alla Regione fino agli enti locali - da troppo tempo promettono soluzioni alternative». «Siamo a ridosso dell’ennesima grande stagione di raccolta - concludono - e le soluzioni messe in campo è evidente come sono insufficienti per dare risposte a tutti i lavoratori». © RIPRODUZIONE RISERVATA