Colpo al clan, la Finanza sequestra beni per 700mila euro a 13 persone

Giovedì 5 Maggio 2022

Avrebbero omesso di comunicare vendite e acquisti di immobili o tereni e altre operazioni finanziarie per più di 10mila euro, contravvenendo alla norma che impone questi obblighi di comunicazione a persone condannate per un certo tipo di reati, tra cui associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti, come nel caso in oggetto. Per questo la Finanza ha sequestrato beni per 700mila euro a 13 persone residenti tra Foggia e provincia.

I Finanzieri del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Bari stanno dando esecuzione a un decreto di sequestro preventivo - emesso, su richiesta di questa Procura della Repubblica, dal gip - di beni, tra i quali quote societarie, appartamenti, fabbricati, fondi rustici, autovetture e disponibilità finanziarie, per un valore complessivo di circa 700 mila euro, nei confronti di 13 persone di Foggia e provincia ritenute appartenenti o vicine a clan mafiosi della provincia di Foggia e già sottoposti a misure di prevenzione.

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Omesse comunicazioni sul patrimonio

Nel provvedimento è stata riconosciuta l’esistenza di un concreto quadro indiziario a carico di 13 soggetti, in relazione alle ipotesi di reato previste dalla Legge “Rognoni – La Torre” e dal nuovo codice delle leggi antimafia che obbligano le persone - condannate in via definitiva per taluno dei reati di competenza della Direzione Distrettuale Antimafia (tra cui quello di associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti o psicotrope), ovvero già sottoposte, con provvedimento definitivo, a una misura di prevenzione - a comunicare al Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza competente in relazione al luogo di dimora abituale, per 10 anni ed entro 30 giorni dal fatto, tutte le variazioni nell’entità e nella composizione del proprio patrimonio concernenti elementi di valore non inferiore a euro 10.329,14.

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L'attività investigativa

 

La complessa operazione - in corso di svolgimento a Foggia e nella provincia dauna da parte di 50 finanzieri del Nucleo PEF Bari - con il supporto, in primis, del Nucleo PEF Foggia, nonché del Gruppo P.I. Bari e delle Compagnie di Manfredonia e Cerignola - costituisce l’epilogo di articolate investigazioni svolte dal Gruppo Investigazione Criminalità Organizzata di Bari, su delega della Procura della Repubblica, finalizzate a verificare il rispetto dei suddetti obblighi di comunicazione. Secondo l’impostazione accusatoria, accolta dal gip, i soggetti attinti dalla misura residenti a Foggia e nella provincia - pur condannati o sottoposti a una misura di prevenzione - avrebbero omesso di comunicare operazioni attive o passive, aventi riflessi sul proprio patrimonio, di valore superiore al limite di legge.

Tra le operazioni che sarebbero state sottratte a tale forma di monitoraggio figurano la titolarità di disponibilità finanziarie, la cessione di beni immobili, di fabbricati e di fondi rustici, nonché l’acquisto di quote societarie, appartamenti, fabbricati, terreni agricoli e autovetture. In tale quadro, il gip del Tribunale di Foggia - condividendo l’analoga proposta avanzata da questa Procura della Repubblica, basata sul solido compendio indiziario acquisito - ha ora emesso un decreto di sequestro preventivo di beni, anche nella forma per equivalente, per un importo di circa 700 mila euro.

 

Ultimo aggiornamento: 15:15 © RIPRODUZIONE RISERVATA