Legate ai letti o trascinate per i capelli, abusi sulle pazienti psichiatriche: 15 arresti

La ministra per le Disabilità Locatelli: serve video sorveglianza preventiva

Legate ai letti o trascinate per i capelli, abusi sulle pazienti psichiatriche: 15 arresti
6 Minuti di Lettura
Martedì 24 Gennaio 2023, 07:58 - Ultimo aggiornamento: 19:31

Abusi e violenze sessuali su 25 pazienti psichiatrici: con queste accuse sono stati arrestatiFoggia quindici tra operatori sanitari, infermieri e ausiliari della struttura socio sanitaria Don Uva (e altrettanti sono stati raggiunti da misure cautelari con obbligo di dimora e divieto di avvicinamento alle vittime). L'indagine, coordinata dalla Procura di Foggia, è stata condotta da carabinieri Nucleo Investigativo e del Nas. Le accuse sono di maltrattamenti aggravati, sequestro di persona, violenza sessuale, favoreggiamento personale nei confronti di almeno 25 pazienti ricoverati.

I dettagli

Avrebbero chiuso le pazienti a chiave nelle stanze, le avrebbero legate ai letti o alle sedie con le lenzuola. Le avrebbero umiliate, picchiate, minacciate e offese approfittando della loro età avanzata e della loro disabilità. I maltrattamenti erano quotidiani: i 25 pazienti vittime di violenze venivano afferrati per i capelli e per il corpo, colpiti al volto con schiaffi e pugni e trascinati per i corridoi. Le condotte delle 30 persone colpite dai provvedimenti cautelari non finivano qui: ci sono anche gli abusi sessuali compiuti da un operatore su una donna e quelle dell'Oss che ha indotto un paziente a violentare una donna.

Scenario agghiacciante

L’analisi “del materiale audio – video restituivano un quadro storico – fattuale a tinte fosche, inquietante, denso di degradazione e accompagnato da un disprezzo per la dignità dei pazienti ricoverati”. È un passaggio della ordinanza firmata dalla giudice per le indagini preliminari del tribunale di Foggia,  Marialuisa Bencivenga che definisce “agghiacciante” lo scenario vissuto dai pazienti della struttura socio – sanitaria riabilitativa “don Uva” di Foggia. I carabinieri del nucleo investigativo del comando provinciale di Foggia e i colleghi del Nas hanno eseguito trenta provvedimenti cautelari a carico di  infermieri, Oss, educatori professionali e ausiliari dell’ex istituto ortofrenico. Sette sono finiti in carcere, otto ai domiciliari, altri 13 sono stati raggiunti da divieto di dimora e contestuale divieto di avvicinamento alle vittime e altri due invece sono stati sottoposti a divieti di dimora.  Agli indagati sono contestati a vario titolo due episodi di violenza sessuale, 19 di maltrattamenti, 13 sequestri di persona e uno di favoreggiamento personale riferito al tentativo di alcuni di loro di cercare microspie e telecamere installate nella clinica dagli investigatori. Quasi tutti i reati sono aggravati anche dall’essere stati compiuti ai danni di persone (25 in tutto, di cui 6 uomini e 19 donne) gravemente disabili, dall’aver agito con crudeltà e approfittando dello stato di minorata difesa delle vittime. Secondo quanto emerso, gli indagati avrebbero rinchiuso pazienti nelle stanze, legandoli a letti e sedie con delle lenzuola. Le vittime – tutte affette “da gravissime forme di incapacità psichica e particolarmente vulnerabili”, si legge nell’ordinanza- sarebbero state umiliate, picchiate, minacciate e offese.

Dalle intercettazioni ambientali sono emerse “con indubitabile chiarezza – evidenzia la Gip – una molteplicità di angherie, vessazioni, sopraffazioni fisiche e psichiche le quali consentivano di rilevare la commissione di maltrattamenti”.  Si tratta di “reiterati e continui episodi di percosse, minacce, ingiurie, sequestri di persona, molestie sessuali” che avvenivano sulle degenti “quasi con cadenza quotidiana” determinando “significative sofferenze fisiche e morali”. Le vittime venivano “afferrate per il corpo o scosse per i capelli” e poi trascinate per i corridoi, apostrofate “con un linguaggio truce e offensivo diretto a umiliare e deprimere le persone ricoverate nel reparto, anche imitandone i lamenti”. Tra le “esternazione di espressioni ingiuriose, offensive, minacciose e pregiudizievoli” appuntate dalla gip ci sono frasi come "io ti sparo”, “vattene da qua sennò ti infilo il coltello dentro la gola” e "vuoi vedere che ti spacco la mazza in testa? Vattene da qua prima che ti uccido!". 

Le umiliazioni registrate nell’ordinanza colpiscono “la dignità morale delle pazienti, mediante mancata ottemperanza alle procedure di lavaggio corporale e sostituzione degli indumenti intimi”.

L'azienda: sospesi gli indagati

«Abbiamo provveduto alla sospensione di tutte le persone coinvolte e procederemo ai licenziamenti laddove ce ne saranno gli estremi». Lo afferma in una dichiarazione l'Ad di 'Universo Salute', Luca Vigilante, riferendosi alle indagini che hanno portato alla notifica di 30 misure cautelari nei confronti dei dipendenti della società che opera nell'ex istituto ortofrenico di Foggia. Secondo l'Ad, è «massima la collaborazione della proprietà e dei vertici di Universo Salute nelle indagini». «Siamo in attesa - aggiunge - dei dettagli del lavoro svolto dalla magistratura in collaborazione con la nostra amministrazione che, sin dal primo giorno, ha lavorato per la tutela dei pazienti, soprattutto di quelli più fragili sul piano mentale, chiedendo a tutte le Organizzazioni sindacali e a tutti i lavoratori l'autorizzazione all'installazione di telecamere anche nelle camere. Questo alla luce della delicatezza del tipo di lavoro. L'autorizzazione ci venne concessa solo in alcune zone, per giunta note a tutti i lavoratori». «Intanto - conclude - l'amministrazione aveva già operato dei licenziamenti per atti non conformi alla dignità e alle regole della comunità. Per cui noi continueremo ad essere cooperativi e collaborativi. Abbiamo provveduto alla sospensione di tutte le persone coinvolte e procederemo ai licenziamenti laddove ce ne saranno gli estremi».

Le indagini

Secondo gli investigatori, i pazienti avrebbero subito abusi dagli indagati. Si tratta di degenti che si trovano in condizioni di incapacità e o di inferiorità fisica o psichica ricoverate nel reparto femminile di psichiatria di lunga degenza ed hanno tutte tra i 40 ed i 60 anni. Le indagini sono state avviate la scorsa estate. Perquisiti, oltre alle abitazioni dei 30 indagati, anche gli uffici ed i locali della struttura sanitaria oggetto di indagini. I vertici della struttura non risultano indagati.

Video

La ministra Locatelli

 «Una video sorveglianza preventiva, come forma di deterrenza, per evitare che possano a volte succedere casi di questo tipo, ecco io credo che vada seguita questa strada», ha dichiarato la ministra per le Disabilità Alessandra Locatelli in merito ai maltrattamenti e gli abusi sessuali che sarebbero avventi nei confronti di 25 pazienti psichiatrici ricoverati nella struttura socio sanitaria Don Uva di Foggia. «Purtroppo sono tanti i casi che emergono dalla cronaca - ha aggiunto - proprio ieri mi trovavo a Pisa, dove negli anni passati c'è stata una situazione di questo tipo. A volte si tratta di persone con disabilità intellettiva, nel caso della Puglia persone con un disturbo psichiatrico. Sono temi che riguardano sicuramente l'attività di monitoraggio anche delle stesse strutture che devono essere luoghi sicuri e dove le persone si devono sentire amate, comprese e sostenute. Dall'altra parte c'è un tema di responsabilità penale di chi assume comportamenti di questo tipo che certamente va condannato anche dal punto di vista penale. Ovviamente sarà nei percorsi giudiziari e della Procura appurare e condannare nel migliore dei modi se dovessero essere riscontrati gli abusi».

© RIPRODUZIONE RISERVATA