Willy, 22 anni, è il primo contractor Usa a morire in Ucraina. La mamma: «Stava facendo la cosa giusta»

Willy, 22 anni, è il primo contractor Usa a morire in Ucraina. La mamma: «Stava facendo la cosa giusta»
Willy, 22 anni, è il primo contractor Usa a morire in Ucraina. La mamma: «Stava facendo la cosa giusta»
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Sabato 30 Aprile 2022, 08:33 - Ultimo aggiornamento: 10:31

Era un ex marine, aveva 22 anni, una figlia di soli sette mesi e la convinzione che doveva combattere al fronte con gli ucraini per evitare che la guerra si allargasse. Willy Joseph Cancel è il primo contractor americano a morire in Ucraina, dei tanti partiti dopo l'invasione della Russia. «È molto triste. Lascia una bimba piccola», il commento del presidente Joe Biden, mentre la mamma Rebecca Cabrera, alla Cnn, ha detto che «ci ha reso orgogliosi facendo quello che il suo cuore riteneva giusto. È stato un eroe, stava facendo la cosa giusta», raccontando come il ragazzo cercava di tenersi in contatto con la famiglia il più possibile. 

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Un esercito nell'esercito formato da migliaia di veterani da tutto il mondo disposti a sacrificare la loro vita per la causa di Kiev. In questi giorni è stato ucciso anche l'ex militare britannico Scott Sibley, mentre due volontari del Regno Unito, impegnati in operazioni di assistenza umanitaria alla popolazione, sono stati catturati dai soldati russi con l'accusa di essere spie. «Credeva in ciò per cui gli ucraini combattono e voleva esserne parte per evitare che la guerra arrivasse qui e i nostri soldati fossero coinvolti» ha detto ancora mamma Rebecca. La famiglia dell'ex marine è devastata dal dolore e ancora non sa quando e se potrà dare l'ultimo saluto a Willy. «Non hanno trovato il suo corpo», ha raccontato. «Gli uomini che erano con lui ci hanno provato, ma era pericoloso, rischiavano di essere uccisi. Vorremmo tanto che tornasse da noi».

Willy, originario del Tennessee, lavorava per una società di contractor che poi gli ha offerto di partire per l'Ucraina. È stato ucciso lunedì, ma non è chiaro su quale dei tanti fronti di guerra si trovasse o come ha trovato la morte. La madre ha raccontato che il figlio combatteva in un gruppo di soldati che «arrivavano da tutto il mondo». Secondo l'esercito ucraino, che ha persino creato un'unità speciale chiamata la 'Legione internazionale', sono oltre 20.000 i foreign fighter arrivati da oltre 50 Paesi per combattere nella guerra contro la Russia. Di questi, almeno 3.000 sono americani. Si tratta soprattutto di veterani, ex membri delle forze armate. Alcuni avevano già combattuto in Ucraina nel 2014. Ma ci sono anche cittadini comuni, soprattutto giovani attorno ai 20 anni.

Gli Stati Uniti non vietano agli americani di unirsi ad eserciti stranieri, a patto naturalmente che non siano ancora arruolati in patria, ma sia il dipartimento di Stato che il Pentagono hanno scoraggiato sin dall'inizio del conflitto iniziative così pericolose. «Chiediamo agli americani di non andare in Ucraina, è una zona di guerra. Se volete sostenere gli ucraini ci sono altri modi», ha ammonito il portavoce del dipartimento della Difesa, John Kirby. Oltre alla morte, tra l'altro, i foreign fighter rischiano di essere catturati e di essere trattati come mercenari senza le tutele e le garanzie dei soldati regolari.

Il dipartimento di Stato ha ribadito l'appello a tutti gli americani a non recarsi in Ucraina o a lasciare il Paese il prima possibile. All'inizio di marzo un cittadino Usa era stato ucciso, il 67enne James Whitney Hill, che viveva e lavorava in Ucraina da 25 anni con la moglie. Giovedì è morto il veterano britannico, Scott Sibley, militare di carriera che si era unito alla legione internazionale di Kiev, e un altro è dato per disperso. Ma gli stranieri che ogni giorno rischiano la vita per aiutare l'Ucraina non solo solo ex soldati. Due volontari britannici, che forniscono assistenza umanitaria alla popolazione ucraina, sono stati catturati dall'esercito russo a un posto di blocco vicino alla città di Zaporizhzhia con l'accusa di essere 'spie'.

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