Violentata dal padre, adolescente si toglie la vita: gli abusi iniziati quando aveva 4 anni

La madre ha raccontato che alcuni membri della famiglia allargata avevano bollato l'adolescente come «bugiarda»

Giovedì 21 Aprile 2022
immagine di repertorio

Dopo quasi un decennio di abusi ha dovuto sopportare anche di non essere creduta quando ha raccontato le terribili violenze sessuali subite dal padre. Un carico enorme per Megan una 17enne di Livingston nel West Lothian in Scozia che lo scorso 5 aprile si è suicidata. Ora a ricordare la ragazzina c’è la madre Gemma, 34 anni, che per prima ha raccolto il racconto della figlia. L’orrore è iniziato nel 2008, riporta il Daily Record, quando Megan aveva solo 4 anni. A 13 però la bambina riesce a parlare con la madre che descrive quel momento come «il più grande choc della mia vita. Ho preso il telefono e l'ho denunciato alla polizia» ricorda Gemma.

 

Il padre dell’adolescente, Joseph McGinn, è stato quindi condannato per violenza sessuale sulla figlia nel 2019 a 18 anni di carcere al termine di un processo estenuante.

 

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Una ragazzina «schiacciata» dalla reazione di alcuni membri della famiglia allargata che avevano bollato l'adolescente come «bugiarda». Così Gemma descrive la figli negli anni trascorsi dopo aver denunciato la violenza. «Conoscere alcune persone che non le credevano l'ha fatta sentire tradita e abbandonata. Si sdraiava a letto piangendo. Si è fatta del male, beveva per trovare una via di fuga, ma non poteva. Tutto quello che voleva era morire» ha spiegato la donna distrutta dal dolore per la perdita.

 

Megan, racconta ancora Gemma, non è riuscita a superare il passato ed ha detto addio alla mamma in un biglietto in cui la implorava di non incolpare se stessa. Un gesto d’attenzione verso il genitore che si sente comunque sommersa dai sensi di colpa e che ora spera, parlando della figlia, di aiutare chi si trova in difficoltà a trovare il coraggio di andare avanti e chiedere aiuto ai propri cari. «Le ho detto che avremmo potuto farcela insieme. Purtroppo non è stato abbastanza, ma voglio aiutare a evitare che altre persone abbiano la sua stessa esperienza. Il mio consiglio è di aprirsi e parlare sempre, qualcuno ti ascolterà».

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