Vaccini, Johnson contro lo stop all'export voluto da Draghi. Di Maio: «Senza consegne avanti con i blocchi»

Venerdì 5 Marzo 2021
Vaccini, Johnson contro lo stop all'export voluto da Draghi. Di Maio: «Ritardi consegne inaccettabili»

Scontro tra Ue e Regno Unito per la decisione italiana, avallata dalla Commissione europea, di bloccare l'esportazione di almeno 250 mila dosi di vaccino Astrazeneca dirette in Australia ma infialate ad Anagni, in provincia di Roma. «La ripresa dal Covid dipende dalla cooperazione internazionale, e porre in atto restrizioni mette a rischio la battaglia globale dei vaccini», attacca il premier britannico Boris Johnson tramite un portavoce. Downing Street non ha citato il governo italiano, ma ha ricordato come Johnson abbia avuto rassicurazioni da «Ursula Von der leyen sulla la volontà Ue di non limitare le esportazioni» delle case farmaceutiche, limitandosi a «controllarne la trasparenza. Ci aspettiamo che questi impegni siano rispettati».

Di Maio: ritardi inaccettabili

Lo stop all'invio dei vaccini Astrazeneca in Australia è stato voluto dal premier Draghi alla luce delle mancate consegne dei sieri alla Ue da parte dell'azienda farmaceutica anglo-svedese nel primo trimestre. Una decisione presa da Draghi dopo essersi consultato con la presidente dell'Eurogoverno von der Leyen. Il ministro degli Esteri Luigi Di Maio difende la scelta: «Le case farmaceutiche sono in ritardo con le forniture assicurate all'Ue. I ritardi sono inaccettabili», ha detto in conferenza stampa alla Farnesina con il collega francese Jean-Yves Le Drian. Il blocco dei vaccini, ha detto «non è un atto ostile verso l'Australia». «Finché ci saranno ritardi continueremo a bloccare». «C'è un regolamento europeo che prevede il blocco delle esportazioni verso Paesi non vulnerabili in caso di ritardi. Per questo d'accordo con le istituzioni europee abbiamo deciso il blocco», ha aggiunto.

Al fianco dell'Italia anche la Francia e la Germania. «Dobbiamo fare pressione affinché le consegne promesse siano mantenute», ha detto il ministro tedesco della Salute Jens Spahn «La nostra principale preoccupazione è avere trasparenza, e questa trasparenza è condivisa con la Commissione», ha aggiunto.

Australia: la Ue ci ripensi

Contro lo stop all'export si oppone ovviamente l'Australia che ha chiesto alla Commissione Europea di riesaminare la decisione dell'Italia. «L'Australia ha sollevato la questione con la Commissione europea attraverso più canali, e in particolare abbiamo chiesto alla Commissione europea di rivedere questa decisione», ha detto ai giornalisti a Melbourne il ministro della Salute australiano Greg Hunt, secondo quanto riporta l'agenzia Reuters sul proprio sito web.

Lo stop italiano, comunque, non preoccupa l'Australia: «Si tratta di un lotto da un un Paese», ha detto un portavoce del ministero della salute all'Afp e la spedizione del vaccino AstraZeneca dall'Italia «non è stata presa in considerazione nel nostro piano di distribuzione per le prossime settimane». L'Australia ha già ricevuto 300.000 dosi AstraZeneca e la prima di esse dovrebbe essere somministrata oggi. Il lotto, insieme alle forniture Pfizer, dovrebbe durare fino a quando la produzione interna di AstraZeneca non sarà aumentata.

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