Ucraina, filorussi condannano a morte due soldati britannici: «Sono mercenari». Avevano combattuto a Mariupol.

Pena capitale anche per il marocchino. Le famiglie: "Processo farsa"

Ucraina, filorussi condannano a morte due soldati britannici: «Sono mercenari». Avevano combattuto a Mariupol.
di Daniele Molteni
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Giovedì 9 Giugno 2022, 17:07 - Ultimo aggiornamento: 10 Giugno, 11:14

Per tutti l'accusa era di essere dei “mercenari" contro l'esercito russo. E così la corte suprema della sedicente Repubblica Popolare del Donetsk ha condannato a morte i «mercenari» britannici Aiden Aslin, 28 anni, del Nottinghamshire, Shaun Pinner, 48 anni, del Bedfordshire, e Saaudun Brahim, cittadino marocchino, che combattevano per l'esercito ucraino. Lo fanno sapere le agenzie russe.

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 I militari sono accusati dai filorussi di essere «mercenari» ma le famiglie dei britannici, sostiene la Bbc, affermano che erano nell'esercito ucraino. Entrambi i britannici sono membri in servizio delle forze armate ucraine e il Regno Unito, spiega sempre Bbc, ha chiarito che sono da considerarsi come prigionieri di guerra che non dovrebbero essere perseguiti per aver preso parte alle ostilità. Quella pronunciata oggi dalla corte di Donetsk, non riconosciuta internazionalmente, è la sentenza di primo grado contro la quale gli imputati potranno fare appello.

Aslin, 28 anni di Newark, e Pinner, 48 anni di Watford, si sono difesi affermando di essere soldati dell'esercito regolare ucraino e rivendicando quindi il diritto di venire trattati come prigionieri di guerra in base a quanto prevede la Convenzione di Ginevra. Gli analisti hanno già parlato di «processo farsa» per «crimini inventati», finalizzato piuttosto a fare pressione sulla Gran Bretagna e a chiedere uno scambio di prigionieri con soldati russi accusati di aver commesso crimini di guerra in Ucraina. 

Le famiglie: processo farsa

Le famiglie dei due ex militari britannici condannati a morte come mercenari in primo grado da una corte dell'autoproclamata Repubblica del Donetsk, denunciano il processo come uno show condotto «in violazione della Convenzione di Ginevra» sui prigionieri di guerra. Lo riporta il Guardian. Mentre l'ex ministro Tory Robert Jenrick, deputato del collegio di uno dei due, accusa «le autorità russe» di averne strumentalizzato «in modo completamente vergognoso» la cattura e di «oltraggio al diritto internazionale». Ma spera comunque che «in un prossimo futuro» essi possano essere oggetto di uno scambio di prigionieri. 

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