Bimbo di 7 anni ha un tumore al cervello, la mamma scappa con lui per non fargli fare la chemio: «È pericolosa»

Bimbo di 7 anni ha un tumore al cervello, la mamma scappa con lui per non fargli fare la chemio: «È pericolosa»
Bimbo di 7 anni ha un tumore al cervello, la mamma scappa con lui per non fargli fare la chemio: «È pericolosa»
di E.C.
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Sabato 29 Maggio 2021, 13:39 - Ultimo aggiornamento: 16:24

Bimbo di 7 anni ha un tumore al cervello, la mamma scappa con lui per non fargli fare la chemio. Un bimbo, dopo aver subito un delicato intervento al cervello per rimuovere un tumore (un medulloblastoma di grado 4), è stato separato dalla madre dalle forze dell'ordine per continuare le cure contro la malattia. Oggi, Neon ha 16 anni, è guarito e ha raccontato cosa è accaduto.

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La vicenda si svolge nel Devon, in Inghilterra. Come riporta il Mirror, Neon Roberts - all'epoca 7 anni - si era rifugiato per qualche giorno a casa di un amico con la mamma, che non avrebbe voluto sottoporlo ai cicli di radioterapia e chemioterapia previsti dopo l'operazione. Sally, la mamma di Neon, aveva raccolto fondi per una terapia con fasci di protoni negli Stati Uniti, ma le era stato negato il diritto di portarlo lì. La donna aveva paura di effetti collaterali a lungo termine sul figlioletto. Dopo due appuntamenti mancati, il Servizio Sanitario Nazionale ha chiesto un ordine di emergenza per costringere Sally a consentire la radioterapia. Ecco il racconto di Neon: «Mia madre è scappata con me per non farmi fare la radioterapia per un tumore al cervello. Dormivo quando sono stato svegliato da voci che non riconoscevo. Ricordo di aver visto tanti poliziotti, alcuni avevano pistole, e ricordo che una poliziotta doveva venire con noi. Ho chiesto a mamma se l'avrei mai più rivista».


Il bambino è stato affidato al padre ed è guarito con radioterapia e chemio. Oggi il trattamento con fascio di protoni è in fase di introduzione nel Regno unito. «Forse se mi fosse stato permesso di farlo - conclude Neon - sarebbe stato disponibile qui prima e avrebbe potuto aiutare altri bambini».

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