Ragazza di 16 anni uccisa a coltellate e bruciata viva, procuratore giustifica i criminali: «Era tatuata»

Mercoledì 26 Agosto 2020 di Alessia Strinati
Ragazza di 16 anni uccisa a coltellate e bruciata viva, procuratore giustifica i criminali: «Era tatuata»
È stata uccisa e poi il suo corpo è stato dato alle fiamme. Dana Maria Reyes è morta a 16 anni in un modo terribile, una scena choc ripresa da alcune telecamere di sicurezza che hanno mostrato due ragazzi e una ragazza che davano fuoco a una coperta che in realtà avvolgeva il corpo dell'adolescente.

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I residenti del quartiere di Mexicali, in Messico, hanno avvertito la polizia che nello spegnere le fiamme si è accorta della presenza del cadavere. Il corpo è stato analizzato e dopo vari esami si è risaliti all'identità di Dana Maria. Secondo il medico legale la 16enne sarebbe morta a causa di alcune ferite da taglio e di un trauma cranico avvenuti prima dell'incendio. La ragazza aveva ustioni sul 45% del corpo, tutte di natura post mortem e riportava anche lesioni multiple in tutto il corpo, contusioni e ferite prodotte da un'arma da taglio al collo e al torace.

I colpevoli sono stati rintracciati, si tratta di tre giovani di 18, 22 e 23 anni, ma ciò che ha scatenato l'opinione pubblica sul terribile delitto sono state le parole di Guillermo Ruíz Hernández, procuratore della Baja California che ha sottolineato il fatto che la ragazza fosse completamente tatuata lasciando intendere che potrebbe essere stata lei stessa una malvivente. Un'insinuazione infamante che ha scatenato la rete che ha lanciato un hashtag #JusticiaParaDanna in ricordo della giovanissima vittima e in sostegno dei suoi cari.  © RIPRODUZIONE RISERVATA