Cina, la tennista Peng Shuai non si trova: gli appelli sui social. Aveva denunciato l'ex vicepremier per stupro

La tennista è scomparsa nel nulla dopo aver denunciato uno degli uomini più potenti del suo Paese

Cina, scomparsa la tennista Peng Shuai: aveva denunciato per stupro l'ex vicepremier. Gli appelli social
Cina, scomparsa la tennista Peng Shuai: aveva denunciato per stupro l'ex vicepremier. Gli appelli social
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Lunedì 15 Novembre 2021, 09:34

Mistero e preoccupazione in Cina per la sorte di Peng Shuai. La 35enne tennista, è scomparsa nel nulla da quasi due settimane dopo aver denunciato, in più occasioni, di essere stata stuprata da Zhang Gaoli, ex vicepresidente della Repubblica popolare.

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Sui social, in Cina ma soprattutto all'estero, si stanno diffondendo gli appelli per ritrovare la tennista, con l'hashtag #WhereIsPengShuai. La tennista, ex numero uno al mondo di doppio, lo scorso 2 novembre aveva pubblicato le sue accuse sull'account ufficiale su Weibo (equivalente cinese di Twitter), una messaggio presto cancellato ma che non è passato inosservato anche perchè la donna affermava di aver avuto, tre anni fa, rapporti sessuali forzati con l'ex vicepremier Zhang Gaoli, che dal 2013 al 2018 è stato uno dei politici più potenti della Cina. A partire dal 4 novembre, la Cina aveva bloccato ogni riferimento a questo messaggio attribuito a Peng Shuai e la censura ha cancellato il messaggio dall'internet cinese, ma gli screenshot si sono diffusi a macchia d'olio.

Da allora, la giocatrice non ha più comunicato o fatto apparizioni pubbliche. Oggi, tra l'altro, si è mossa anche l'associazione delle tenniste professioniste (Wta), sostenendo che le accuse della donna meritano un'indagine trasparente. «La sua accusa alla condotta di un ex leader cinese, relativa ad un caso di aggressione sessuale, deve essere trattata con la massima serietà - afferma in una nota l'ad della Wta, Steve Simon -. Ci aspettiamo che questa faccenda venga trattata correttamente, il che significa che le accuse devono essere indagate in modo completo, equo, trasparente e senza censure».

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