Decapitato a 20 anni perché gay dal fratello e dai cugini: «Ha rovinato l'onore della famiglia»

Mercoledì 12 Maggio 2021

È stato ucciso dalla sua famiglia perché gay. Alireza Fazeli-Monfared era uno ragazzo gay e aveva programmato di fuggire dall’Iran per cercare rifugio in Turchia dove si sarebbe ricongiutno con il suo fidanzato, ma purtroppo le cose sono andate diversamente. Il giovane, di appena 20 anni, è stato decapitato dalla sua stessa famiglia che non ne accettava l'omosessualità.

 

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Si tratta di quello che viene definito "delitto di onore" messo a punto dal fratellastro e da due cugini che sostenevano che la sua omosessualità era una vergogna per tutta la famiglia. Tre persone sono state arrestate in relazione all'omicidio, avvenuto il 4 maggio vicino ad Ahvaz, la capitale della provincia del Khuzestan, nel Sud-Ovest del Paese. In alcune intercettazioni viene ascoltato il giovane che si dice molto preoccuparo per la sua incolumità e programma la fuga. 

 

Fazeli-Monfared aveva appena ricevuto un’esenzione dal servizio militare a causa delle sue “depravazioni sessuali“. Il documento è stato trovato dalla sua famiglia, che ha così saputo della sua omosessualità; un orientamento sessuale punibile con la morte in Iran. In Iran vige una propaganda anti gay molto forte e le leggi omofobe sono diverse, per questo il giovane voleva fuggire dal suo paese.

 

Il giovane è stato decapitato e poi il corpo è stato abbandonato fuori dalla città. Poco prima del delitto aveva parlato con la mamma che non lo ha mai giudicato per il suo orientamento sessuale. La donna attualmente è sotto choc e la comunità LGBTQ si sta battendo per non far cadere nel dimenticatoio il terribile delitto. 

Ultimo aggiornamento: 13 Maggio, 16:10 © RIPRODUZIONE RISERVATA