Covid, la Svizzera nega la rianimazione agli anziani malati. «È pesantissimo, ma così le regole sono chiare»

Sabato 24 Ottobre 2020
Covid, la Svizzera nega la rianimazione agli anziani malati. «È pesantissimo, ma così le regole sono chiare»

Covid, la Svizzera nega la rianimazione agli anziani malati. «È pesantissimo, ma così le regole sono chiare». Solo ieri, 6.592 contagi e 10 morti, con un rapporto di 494,9 casi ogni centomila abitanti. Il doppio che in Italia e in Austria, cinque volte più che in Germania.

 

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La Svizzera sta per raggiungere il picco della pandemia e adotta misure che fanno discutere. Il documento elaborato dall’Accademia Svizzera delle Scienze Mediche e dalla Società Svizzera di Medicina Intensiva è in vigore dal 20 marzo, ma ufficialmente non è stato ancora adottato. Il titolo è emblematico: «Triage dei trattamenti di medicina intensiva in caso di scarsità di risorse».

 

Nel testo, la Svizzera mette nero su bianco: «Al livello B, indisponibilità di letti in terapia intensiva, non andrebbe fatta alcuna rianimazione cardiopolmonare». A pagina 5 del documento sono indicate le tipologie di pazienti che non saranno ricoverati in terapia intensiva: «Età superiore a 85 anni. Età superiore a 75 anni accompagnata da almeno uno dei seguenti criteri: cirrosi epatica, insufficienza renale cronica stadio III, insufficienza cardiaca di classe NYHA superiore a 1 e sopravvivenza stimata a meno di 24 mesi». A livello A, con letti in terapia intensiva disponibili ma risorse limitate, i criteri per non essere ammessi in rianimazione sono più gravi. Tra gli altri: «Arresto cardiocircolatorio ricorrente, malattia oncologica con aspettativa di vita inferiore a 12 mesi, demenza grave, insufficienza cardiaca di classe NYHA IV, malattia degenerativa allo stadio finale».

Ultimo aggiornamento: 16:25 © RIPRODUZIONE RISERVATA