«Dio è più grande del virus», morto il vescovo che rifiutò l'isolamento per continuare a predicare

Giovedì 16 Aprile 2020 di Enrico Chillè
«Dio è più grande del virus», morto il vescovo che rifiutò l'isolamento per continuare a predicare
È morto a 66 anni, dopo aver contratto il coronavirus e aver rifiutato le norme di isolamento per poter continuare la propria attività pastorale. Così se ne è andato Gerald O. Glenn, vescovo evangelico statunitense che aveva sfidato le restrizioni per limitare il contagio e che, nel marzo scorso, aveva motivato così la propria decisione: «Lo credo fermamente: Dio è molto più grande di questo virus così temuto. Continuerò a predicare la parola di Dio, finché non sarò in galera o in ospedale».

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Le affermazioni del vescovo Gerald Glenn avevano scatenato parecchie polemiche non solo nel Virginia, lo stato dove viveva, ma in tutti gli Stati Uniti. Nell'ultimo incontro coi fedeli, avvenuto in una chiesa evangelica di Richmont, il vescovo aveva affermato: «Ci vietano assembramenti con più di 10 persone, ma in questa chiesa siamo tutti al sicuro. Non mi interessano eventuali sanzioni, la mia è un'attività essenziale: sono un predicatore e parlo con Dio».

Come spiega il New York Post, il vescovo Glenn era risultato positivo lo scorso 5 aprile ed era stato ricoverato in ospedale quando le sue condizioni di salute si erano aggravate. Domenica scorsa, il predicatore evangelico è deceduto, mentre la moglie, anche lei colpita dal virus, si trova ancora ricoverata in ospedale. La figlia del vescovo, Mar-Gerie Crawley, ha spiegato ad un'emittente locale: «Purtroppo abbiamo sottovaluto i sintomi, dal momento che mio padre soffriva di una condizione che lo portava a sviluppare molto spesso raffreddori e influenza. In questo momento di profondo dolore posso solo fare un appello alla popolazione: restate in casa per essere al sicuro, questo virus è pericoloso e c'è ancora troppa gente convinta che possa colpire solo gli altri».
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