Coronavirus, l'allarme dagli Usa già nel 2018: «Nei laboratori di Wuhan scarsa sicurezza»

Mercoledì 15 Aprile 2020
Coronavirus, l'allarme dagli Usa già nel 2018: «Nei laboratori di Wuhan scarsa sicurezza»

In piena emergenza coronavirus tornano le polemiche sull'istituto di virologia di Wuhan (Wiv), poche settimane dopo la diffusione di un vecchio servizio del Tg3 Leonardo del 2015, che parlava di un nuovo coronavirus testato in laboratorio (notizia che non aveva alcun legame con il Covid-19, nato naturalmente e non in laboratorio, come sottolineato da diversi virologi). Il Washington Post rivela oggi come già nel 2018 alcuni diplomatici dell'ambasciata americana a Pechino, dopo aver visitato l'istituto, rimasero preoccupati sulle condizioni di sicurezza.

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Due anni prima che scoppiasse la pandemia di Sars-CoV-2, i diplomatici visitarono diverse volte l'istituto di Wuhan, città poi diventata epicentro del contagio, e si preoccuparono a tal punto da mandare a Washington due 'cable' (sensibili ma non classificati) ammonendo sulle inadeguate condizioni di sicurezza del laboratorio, che conduceva rischiose ricerche sui pipistrelli. Negli ultimi due mesi le informative hanno alimentato discussioni nel governo americano se questo o un altro laboratorio a Wuhan possa essere la fonte del Covid-19, anche se per ora non sono emerse prove in questo senso e la comunità scientifica propende per un virus proveniente dagli animali e non da provetta.

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I cable mettono in guardia sulle carenze gestionali e di sicurezza del Wiv e propongono più attenzione e aiuti non solo per l'importanza degli studi sui coronavirus dei pipistrelli ma anche per la loro pericolosità. I diplomatici americani, tra cui esperti scientifici, informarono che le scoperte del laboratorio cinese «suggeriscono fortemente che coronavirus tipo Sars dei pipistrelli possono essere trasmessi agli umani e causare malattie come la Sars. Da un punto di vista della salute pubblica, questo rende la costante sorveglianza dei coronavirus tipo Sars nei pipistrelli e gli studi sui contatti animale-umani cruciali per la previsione e la prevenzione di future epidemia di coronavirus».


L'appello cadde nel vuoto. L'autore dell'articolo del Wp scrive che un alto dirigente dell'amministrazione Usa gli ha detto che i cable forniscono un ulteriore elemento di prova della possibilità che la pandemia sia frutto di un incidente nel laboratorio di Wuhan. E sostiene che la versione di Pechino che il virus è emerso dal wet market di Wuhan è debole, citando ricerche di esperti cinesi su Lancet secondo cui il primo paziente noto di coronavirus, identificato il primo dicembre, non aveva legami col mercato e neppure oltre un terzo dei contagiati nel primo grande cluster. Il mercato inoltre non vendeva pipistrelli.

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