Denis Prokopenko, il comandante di Azov trasformato da due settimane di assedio: nell'ultimo video è irriconoscibile

Comandante di Azov trasformato da due settimane di assedio: nell'ultimo video è irriconoscibile
Comandante di Azov trasformato da due settimane di assedio: nell'ultimo video è irriconoscibile
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Venerdì 6 Maggio 2022, 10:04

Il volto stanco, gli occhi scavati, la barba incolta. Denis Prokopenko, comandante del reggimento di Azov, non è più lo stesso. Sono due settimane che il tenente colonnello e i suoi uomini resistono dentro l'acciaieria Azovstal di Mariupol. E ora è arrivato il momento più difficile: perché l'esercito russo è entrato dentro la struttura. Del militare si sa che è laureato in lingue e che nel 2019 rifiutò il saluto militare a Zelensky. Ma il presidente dell'Ucraina lo ha ora insignito della medaglia più prestigiosa: quella dell’Ordine della stella d’oro.

Comandante Azov è stato catturato?

Nel giorno in cui le forze russe sono entrate nell’acciaieria Azovstal a Mariupol, il comandante ha lanciato un messaggio chiaro: «Per il secondo giorno consecutivo, l'esercito russo ha fatto irruzione nello stabilimento. Ci sono battaglie pesanti e sanguinose», ha detto in un video messaggio notturno dall'interno dell'acciaieria Azovstal attaccata da due giorni da forze di terra, aria e navali delle truppe di Mosca. «Ringrazio il mondo intero per l'enorme sostegno della guarnigione di Mariupol. I nostri soldati se lo meritano. Nonostante tutto, continuiamo a eseguire l'ordine: mantenere la difesa».

La passione per la Dinamo Kiev

Prokopenko è noto ultrà della Dinamo Kiev. Non è la prima volta che il comandante di Azov ha a che fare con la guerra. La sua famiglia fu sterminata dall’Armata rossa nella guerra russo-finnica del 1939. Il nonno, che viveva in Carelia quando era finlandese, combatteva contro i russi e fu l’unico a sopravvivere. Dopo la pace, la Carelia fu annessa all’Unione sovietica.

 

Chi è la moglie del comandante

Il comandante di Azov è sposato con Kateryna, che è fuggita in Italia e si trova a Roma (insieme a quattro donne) per denunciare l’assedio per mano dell’esercito russo dell’acciaieria Azovstal di Mariupol, dove al momento stanno combattendo i loro mariti.

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