Camionisti no-vax, la protesta paralizza gli Usa: «Ford e Toyota, 300 milioni di danni al giorno»

Le due case automobilistiche costrette a chiudere le fabbriche per mancanza dei componenti: la paralisi costa 300 milioni al giorno. A Parigi e Bruxelles minacce

Canada, la protesta dei camionisti no vax paralizza gli Usa. Toyota e Ford chiudono le fabbriche: danni da 300 milioni di dollari al giorno
Canada, la protesta dei camionisti no vax paralizza gli Usa. Toyota e Ford chiudono le fabbriche: danni da 300 milioni di dollari al giorno
5 Minuti di Lettura
Giovedì 10 Febbraio 2022, 19:28

Non solo Canada, la protesta «Freedom convoy» dei camionisti contro l'obbligo di vaccino ora ha paralizzato tutti gli Stati Uniti. Perché l'esempio che arriva da Ottawa ha coinvolto altre città di tutto il Paese, oltre al ponte commerciale più trafficato con gli Usa. Così la protesta canadese fa scuola e negli Usa è stato organizzato il «People's Convoy», un convoglio di mezzi pesanti che si radunerà il 4 marzo in California per dirigersi poi verso la capitale americana. La mobilitazione, sostenuta da influencer di estrema destra e politici conservatori, compreso Donald Trump, ha guadagnato l'attenzione dei gruppi estremisti e suprematisti. Online stanno già circolando diversi messaggi criptati con consigli sulla logistica, il fundraising ed altro supporto tecnico per bloccare varie città.

Ford e Toyota chiudono le fabbriche: danni da 300 milioni al giorno

Ford e Toyota intanto hanno annunciato la chiusura temporanea delle loro fabbriche in Canada: a causa della protesta dei camionisti no vax stanno bloccando l'arrivo di componenti necessari. Anche il gruppo Stellantis, che controlla Fiat Chrysler, ha annunciato ritardi nella produzione nella sua fabbrica in Ontario per la mancanza di pezzi. I camionisti stanno bloccando da giorni l'Ambassador Bridge, il più importante valico di frontiera tra Usa e Canada, dove passa circa un quarto del commercio tra i due Paesi. Si stima che la paralisi del commercio costerà 300 milioni di dollari al giorno.

Canada, la polizia: arresto per chi partecipa

La polizia di Ottawa ha minacciato di arrestare tutti i partecipanti al blocco stradale che da ormai quasi due settimane sta paralizzando la capitale canadese. «È un reato ostacolare, interrompere o interferire con il legittimo uso di una proprietà, dovete immediatamente cessare questa attività illegale o sarete arrestati», è questo il messaggio inviato dalla polizia ai camionisti no vax che animano la protesta. La posizione potrebbe portare quindi ad un netto aumento degli arresti, che finora sono stati 23 nella capitale, con l'avvio di un'ottantina di inchieste. Ora oltre che ad Ottawa, la situazione è diventata critica anche sul confine con gli Stati Uniti, dove i camion hanno bloccato almeno due valichi di accesso, quello tra l'Ontario e Detroit e quello tra lo stato di Alberta e il Montana, mettendo a rischio il flusso di persone e merci, con possibili conseguenze negative soprattutto per l'industria automobilistica in Michigan.

Parigi vieta i convogli

L'eco delle proteste arriva anche in Europa, dove arrivano le prime reazioni. Come da Parigi, dove la prefettura della capitale francese ha vietato la manifestazione di camion e auto che si riproponeva di convergere domani verso Parigi per bloccare la città con un autoproclamato «convoglio per la libertà» per protestare contro le restrizioni anti-Covid. La prefettura ha annunciato la messa in opera di apposito dispositivo «per impedire il blocco di arterie stradali, verbalizzare e multare i contravventori al divieto». Ai poliziotti è stata raccomandata fermezza, sottolinea il comunicato della prefettura, ricordando che chi ostacola la circolazione può essere punito con pene fino a due anni di carcere, una multa di 4.500 euro, il sequestro del veicolo, il dimezzamento dei punti della patente e la sospensione della stessa per tre anni. Inoltre chi organizza una manifestazione vietata rischia fino a sei mesi di carcere e 7.500 euro di multa, mentre i partecipanti sono passibili di una ammenda di 135 euro. Migliaia di oppositori al Green pass hanno aderito sui social alla proposta di convergere in auto e camion verso Parigi questo weekend per bloccare la capitale come sta accadendo a Ottawa. Alcuni convogli, riferiscono i media francesi, sono già partiti da Nizza, Bayonne e Perpignan. Una parte dei manifestanti no vax e no pass intende poi dirigersi lunedì verso Bruxelles per una «convergenza europea».

Bruxelles come Parigi

E come Parigi anche Bruxelles ha vietato la manifestazione del «convoglio della libertà» che minaccia di bloccare lunedì la capitale belga, imitando la protesta no vax e no green pass dei camionisti a Ottawa. «Non tollereremo il blocco della capitale», ha detto il borgomastro di Bruxelles, Philipe Close, annunciando di aver preso provvedimenti assieme al ministro presidente della regione brussellese Rudi Vervoort e al ministro dell'Interno Annelies Verlinden. L'appello a bloccare Bruxelles lunedì sta girando sulla social, ma nessuna richiesta di autorizzazione per la manifestazione è stata inoltrata alle autorità belghe, che ora si apprestano a fermare gli eventuali convogli già alla frontiera. Migliaia di oppositori al green pass hanno aderito sui social alla proposta di convergere in auto e camion verso Parigi questo weekend per bloccare la capitale francese come sta accadendo a Ottawa. Alcuni convogli, riferiscono i media francesi, sono già partiti da Nizza, Bayonne e Perpignan. Una parte dei manifestanti no vax e no pass intende poi dirigersi lunedì verso Bruxelles per una «convergenza europea».

© RIPRODUZIONE RISERVATA